Bestiario di Mondello - I Giocatori d’Azzardo(fig.7)
Domenica, Agosto 21st, 2005
Assieme ai Banchettanti, quella dei Giocatori d’Azzardo è un’altra delle colonne portanti della fauna di Mondello. Senza questa specie, si potrebbe pensare di essere in un altro luogo e non sulla ridente spiaggia preferita dai palermitani. Come nel caso dei banchettanti, anche i Giocatori d’Azzardo vivono, si spostano e, naturalmente, giocano in comunità. Si tratta di assembramenti di persone (4 come minimo) che nella vita non hanno altro scopo, se non quello di dilapidare il loro stipendio, giocandoselo a carte. Tutti potranno a questo punto notare che non si tratta di una specie tanto singolare, visto che sono molte le persone colpite da questo difetto; ma la particolarità è che Mondello è il luogo di ritrovo estivo per questi figuri. Addentrandosi nei cortili, oltre la battigia, oltre le tavole imbandite, là dove non batte il sole, sorgono come funghi tanti ombrelloni, con sotto tavoli con tanto di panno verde(che fa molto casinò), con varia umanità che prova piacere a rovinare economicamente il prossimo(ma tanto è un gioco)! Molti studiosi pensano che codeste bische siano la versione estiva delle fantastiche bische che potete ammirare nelle mattine soleggiate d’inverno presso le panchine di Piazza Indipendenza. Vi sono delle sostanziali differenze: a Mondello vi è una maggiore organizzazione e in secondo luogo, le bische di Piazza Indipendenza sono aperte solo agli over 70, i tavoli da gioco di Mondello sono accessibili a tutti e vi s’incontra la più varia umanità.
E’ comunque provato che i Giocatori d’Azzardo sono affetti da una grave forma di dipendenza da carte da gioco. Illustri scienziati hanno provato ad isolare un gruppetto di Giocatori in una stanza vuota, senza alcun mobile, ma solo con dei fogli di carta e delle matite: ebbene, i Giocatori rinchiusi là dentro, con dei fogli hanno realizzato un rudimentale mazzo di carte e con quelli rimasti hanno realizzato delle cambiali da usare al posto dei soldi(di cui erano stati privati all’entrata). Come si può intuire, si tratta di un’ossessione, una dipendenza da gioco praticamente inguaribile.
Al di fuori delle sale in cui sono stati condotti questi esperimenti, possiamo notare che i Giocatori presentano delle caratteristiche comuni: padroneggiano in modo impeccabile un numero imprecisato di giochi di carte(si parte sempre da un minimo di 4), si vantano di essere campioni imbattibili a scopone scientifico(se perdono è colpa del loro compagno), dilapidano l’intero stipendio in questa simpatica attività! Anche per loro la spiaggia non è un luogo in cui il suolo sabbioso incontra l’acqua del mare, ma il luogo ideale per piantare ombrellone e tavolo verde e poi giocare. A proposito del tavolo è da notare l’intelligenza di questa specie: la spiaggia, si sa, offre mille comodità, ma presenta delle difficoltà tecniche, soprattutto nelle giornate ventose; il Giocatore d’Azzardo ha risolto il problema del vento che smuove le carte o le banconote(specie quelle di grosso taglio) applicando ai bordi del tavolo degli elastici sufficientemente larghi, in modo da inserire tra l’elastico e la superficie del tavolo tutto ciò che il vento potrebbe portare via. Si tratta di un’idea eccezionale, considerando che in altre zone, i Giocatori d’Azzardo usano ancora sassi come fermacarte.
Quella dei Giocatori è una specie mista ed eterogenea, molto pacifica soprattutto nel momento del gioco, anche se questo può portare a parossismi: la troppa tensione, generata da vincite troppo alte da parte di una persona sola può ingenerare sospetti di scarsa lealtà; in questi casi la reazione del Giocatore può essere davvero feroce: numerose sono le amicizie terminate in tragedia per un mazzo di carte con cinque assi! Tra l’altro, si deve ricordare come al rito della giocata partecipino più gruppi familiari, appartenenti a diverse cabine: l’eventualità di un litigio potrebbe portare ad una guerra interna al cortile stesso, con morti, feriti e l’esilio del gruppo soccombente.
E’ singolare notare la presenza di appartenenti al gruppo dei Giocatori d’Azzardo che mai e poi mai andrebbero in spiaggia, se non per giocare: li riconoscete dal fatto che rimangono sempre vestiti e sembra che non sappiano cosa sia il costume da bagno. Appartengono tanto al sesso maschile quanto a quello femminile: il primo sfoggia la mise da impiegato con camicia bianca a righine nere, pantaloni neri e mocassino di pelle nera; la seconda è caratterizzata da un vestitino a fantasia floreale che definire sorpassato è già un bel complimento, gioielli a mai finire(probabilmente da impegnare in caso terminino i contanti), capelli freschi freschi di tintura nera e un’età imprecisata, di sicuro non inferiore all’ottantina.
Sono stati avvistati recentemente(nemmeno un mese fa) degli esemplari di Giocatori d’Azzardo fino a quel momento mai visti: si trattava di un gruppo di Giocatori sordomuti! Lo stupore e l’entusiasmo dei naturalisti è stato immenso, di fronte a questa meravigliosa scoperta. E’ chiaro che l’autore di questo saggio non ha nulla contro i portatori di handicap, né tantomeno vuole prenderli in giro, perché anche loro(anzi loro soprattutto) hanno diritto di divertirsi. Si vuole qui sottolineare il potere di aggregazione sociale del gioco delle carte, che supera anche le difficoltà di espressione e di comunicazione.
Infine, merita di essere ricordata ancora una volta la totale estraneità di questi esseri alla vita da spiaggia, tanto che si possono incontrare tavoli da gioco gremiti anche in quei rari casi in cui il mare è talmente mosso che vengono issate le bandiere rosse, segno che non è possibile o è quantomeno rischioso fare il bagno.











