L’AlboBlog che non ti aspetti - Ecco la Malarazza!

Posted On Sunday, September 4th, 2005

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Il primo settembre si sarebbe dovuto tenere a Messina un concerto di Roy Paci, talentuoso trombettista e cantante di cui tutti i Siciliani dovrebbero andare fieri! Ci rappresenta in modo più che degno davanti al mondo, facendo conoscere soprattutto i nostri lati degni di nota, facendo anche apprezzare la nostra storia musicale, rendendo la canzone siciliana moderna e malleabile, adattando i nostri cavalli di battaglia ad un sound jazz ma anche ska. Ma Roy Paci e gli Aretuska non tralasciano mai la realtà della nostra terra… Bisogna mettere in risalto le nostre bellezze, ma non si devono certo chiudere gli occhi di fronte a ciò che non va. E per questo molti temi vengono trattati nei suoi lavori. Nell’ultimo album, "Parola d’Onore", viene dato risalto alla convivenza multietnica… Il suono è molto Mediterraneo, la necessità di integrazione si fa sentire prepotentemente. E lo si sente da canzoni molto ispirate come "Boca Dulza" o "Gastarbeiter"… per poi arrivare a canzoni in cui si cerca di risvegliare la gente dal torpore sociale in cui sembra caduta, con "Shock Politik" o "Malarazza"… E Roy a quanto pare, ha trovato esponenti della malarazza nella classe(se così si può chiamare) dirigente di Messina. Andiamo alla nuda cronaca che riporto da IMGpress:



"L’artista avrebbe dovuto tenere un concerto a Messina l’1 Settembre, nell’ambito delle manifestazioni del cartellone estivo, ma a seguito di una censura posta dagli organizzatori in merito alla gestione della sua performance artistica sul palco, ha sospeso la sua partecipazione all’evento. E’ stato lo stesso Roy Paci che aveva richiesto, all’interno del concerto, a Renato Accorinti – esponente del comitato contro il Ponte - un intervento sulle numerose ragioni contro questa devastante “grande opera”, a denunciare una censura posta dagli organizzatori in merito a questa iniziativa di sensibilizzazione. Il musicista, di fronte alle limitazioni imposte all’intervento sul palco, ha risposto picche, non accettandole. Quindi concerto annullato e conferenza stampa oggi presso la sala delle Commissioni Consiliari della Provincia Regionale di Messina, in collegamento telefonico con l’artista. In un’atmosfera estremamente emozionante, nell’ascoltare le parole di Roy Paci, decine di presenti (giornalisti, rappresentanti istituzionali del centro-sinistra, il WWF con Anna Giordano, componenti della Rete No Ponte e semplici cittadini), hanno mantenuto un silenzio carico di rispetto e di indignazione.  “In nessuna occasione, in nessuna città, per nessuna espressione di pensiero e di posizione, sono stato mai censurato” rivela amaramente l’artista; “fatto ancor più doloroso, perché accaduto nella mia terra di origine”. Non c’era rabbia ma tanta delusione nelle parole di Roy, giunte ai presenti attraverso il vivavoce di un telefono, impossibilitato a venire solo perché impegnato oggi a Parma per un concerto già in programma da tempo. Alla conferenza stampa si è dibattutto sul tema della libertà e delle censure, che in una terra come la Sicilia, assumono un valore ancora più simbolico; sono intervenuti il consigliere comunale Gaetano Giunta dei DS e il consigliere provinciale Giuseppe Previti di Rifondazione Comunista. Renato Accorinti, testimone della preoccupante vicenda, ha introdotto la conferenza stampa e ha anticipato l’intervento dell’artista, sottolineando tra l’altro anche l’impressionante elenco di iniziative cittadine e non, che vengono sponsorizzate dalla “Stretto di Messina S.p.A”. Società, questa, a partecipazione pubblica, con il preciso compito di portare a termine la realizzazione del ponte, che ogni anno investe in sponsorizzazioni anche più disparate, che nulla hanno a che vedere con i suoi obiettivi istituzionali. Unanime la condanna alla censura posta all’artista da tutto il movimento No Ponte e da diversi organi istituzionali, che hanno concordato assieme all’artista l’organizzazione di un evento-concerto autoprodotto contro il Ponte, contro tutte le censure e per la libertà d’espressione."



Devo dire di essere rimasto allibito quando ho saputo della notizia… Come, uno dei nostri migliori artisti, invece di essere accolto come merita nella nostra terra, viene colpito da imposizioni, veri e propri aut aut che mirano ovviamente a far tacere in un modo o nell’altro? Questa dunque è la Malarazza , quella che prevarica, persegue il suo interesse privato… e se ci pensiamo, non è solo mafia, è peggio… La mafia, checchè ne vogliano i nostri illuminati governatori, è tuttuno con la classe politica attuale… a parte le piccolissime formazioni, non penso che nè il centrodestra nè il centrosinistra possano dirsi esenti da infiltrazioni. Insomma, chi governa qui, se lo fa, è perchè ha ricevuto il benestare da Bernardo o chi per lui. Ora, non si tratta soltanto di mafia, ma di una mafia che usa i poteri dello stato, in modo fascisteggiante. Mafiascismo, si potrebbe dire. A questo si aggiungono gli interessi di speculatori come chi c’è dietro la Stretto di Messina spa, nonchè i capitali leggermente sporchi che necessitano di una lavatina e il gioco è fatto. Poi se abbiamo il ponte, ma la Palermo - Messina è stata aperta solo da qualche mese dopo 40 anni, se il tratto ferroviario tra le due città è su un unico binario, se tra Palermo e Agrigento c’è una statale a doppio senso costellata di vasi con i fiori in memoria di tutti i morti fatti da questa strada, se abbiamo periferie degradate, senza rete fognaria allo Zen, a Brancaccio e in qualunque altra periferia non importa… abbiamo un meraviglioso ponte sullo stretto! Come fare un ascensore in un palazzo, senza pero dividere il palazzo in piani. Molto utile.



Così, se un cantante vuole ricordarci qualcosa che gli sta a cuore, dato che anche lui porta segni prepotenti della sua sicilitudine, se questo qualcosa va contro gli interessi dei soliti e prepotenti noti, ecco che viene prontamente zittito, e niente o nessuno parla di ciò, solo organi indipendenti… Del resto Messina torna ad essere in primo piano solo quando la sorte della sua squadra è in bilico(guardacaso sempre per problemi legali, non per demeriti sportivi) e il popolo bue protesta bloccando i traghetti. Poi Messina viene dimenticata, pur trovandosi da tempo in una situazione che è ai limiti per un paese che pretende ancora di definirsi democratico. Comunque, caro Roy, io mi rifaccio alle tue sagge parole. Contro la malarazza bisogna pigghiare lu bastuni e tirare fora li denti! Come? Ma ovviamente cantando, senza farci tappare la bocca, gridando di più ogni volta che qualcuno vuole che si stia zitti. La mafia conta sulla paura e il silenzio. Noi vogliamo il sole e una Sicilia più giusta. E questo non ci deve bastare.

   

Cooompramiiii...


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