- I miei amici immaginati – Kurt Vonnegut
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30.Gen2010 @ 00:01
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Rieccoci con la parentesi dedicata ai miei scrittori preferiti: dopo Lovecraft e Asimov, tocca a Kurt Vonnegut. Devo ammettere che come per Lovecraft, si tratta di un nuovo arrivo: Vonnegut l’ho conosciuto solo di recente, attraverso varie citazioni in rete e per il fatto di averne sentito parlare da varie persone. Attualmente ho letto “Mattatoio n. 5″ e “Ghiaccio Nove”; è stato amore a prima vista, sia per il modo ironico di scrivere, per il carattere surreale della sua narrativa, ma al contempo doloroso e struggente. Perchè, sebbene lo stile di Vonnegut resti sempre tra il surreale e l’ironico, ci comunica il disincanto per la società, maturato anche attraverso la partecipazione al più terribile evento del 900, la Seconda Guerra Mondiale e una delle sue pagine più tremende, il bombardamento di Dresda, che rase al suolo la bellissima città tedesca. Come non citare poi personaggi ricorrenti nei suoi libri come lo scrittore trash di fantascienza Kilgore Trout o il profeta Bokonon, dei quali Vonnegut riporta spesso lunghi brani delle loro opere… La lettura continua, mi attende già sul comodino “La colazione dei campioni”… e vi aspetto per il prossimo amico immaginato!




