- Bestiario di Mondello – Coccobello(fig. 10)
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11.Set2005 @ 04:32
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Passiamo ora ad esaminare la categoria degli esercenti di imprese commerciali nell’ambito ristretto della spiaggia. Anche in questo caso, si può dire che il litorale non sia altro che una proiezione in piccolo della società in cui viviamo, e dunque, anche in questo caso, avremo riportate tutte le caratteristiche proprie dell’economia mondiale in piccolo, nella spiaggia di Mondello.
Il primo valoroso elemento della sempre solerte e operosa categoria degli esercenti è senza dubbio il venditore di cocco. Voi vi chiederete perché mai in ogni spiaggia che si rispetti vi debba essere un venditore di cocco. Se lo chiedono anche gli studiosi, non riuscendo a dare una risposta. Sarà forse la volontà di fare di ogni spiaggia una spiaggia caraibica? Sarà il fatto che questi poveri lavoratori dovranno pure portare la pagnotta a casa, ogni sera? Sarà che volevano trovare un prodotto originale da vendere? Questa terza ipotesi la possiamo accantonare, vedremo nei prossimi capitoli il perché.
Il venditore di cocco presenta delle caratteristiche fisiche interessanti. In figura potete notare come non si allontani mai dalla sua scodellona, carica all’inverosimile di cocco e ghiaccio. Per portarla agevolmente, tutti i venditori di cocco, tipica professione che si tramanda di padre in figlio, vengono soggetti ad una pratica durissima, ad un tirocinio che comincia in tenera età: Come in passato le donne cinesi avevano fasciati i piedi in tenerissima età per non avere i piedi troppo grandi, come le donne di alcune tribù africane allungano il proprio collo attraverso grossi anelli che indossano fin dalla più giovane età, così i venditori di cocco padri, fanno crescere a dismisura una mano dei figli(non si sa con che tecnica. È un mistero che gelosamente si tramandano), per controllare agevolmente la loro scodellona. Così, dopo anni e anni di apprendimento, dopo anni e anni di deformazione, la mano diventa una manona, con il palmo rigorosamente rivolto verso l’alto. Per rendere l’idea, le dimensioni della mano possono raggiungere quelle di un guantone da baseball. Per quanto riguarda le deformazioni, possiamo citarne altre due: innanzitutto, gli arti inferiori, perennemente sul bagnasciuga, hanno sviluppato dei piedi palmati che consentono loro di spostarsi più agevolmente sul bagnato, ma ciò ha reso loro impossibile la stabilità su un terreno asciutto. Ogni tanto, per svolgere le loro funzioni commerciali, essi si addentrano nelle zone più asciutte e calde della spiaggia, ma solitamente il loro soggiorno è di breve durata per via delle ustioni che potrebbero riportare. Infine abbiamo l’ultima deformazione, questa interna e più psichica che corporale: il venditore di cocco conosce infatti solo due o tre parole in tutto: “cocco”, “coccobellooooo” e “uneuro”(tutte rigorosamente unite!). Non sentirete mai il venditore di cocco parlare di altro o usare termini più complessi.
Nella dotazione del venditore di cocco provetto rientra anche un fondamentale marsupio, fondamentale in quanto è la cassa del venditore di cocco. E anche in questo caso, possiamo dire che Mondello è un mondo in piccolo(del resto è lo stesso nome a dirlo): prima dell’euro i marsupi erano leggeri per via delle banconote da millelire accumulate in esso; oggi, non solo vige la conversione 1000 lire = 1 euro, ma il venditore di cocco sente aumentare il peso del suo marsupio a dismisura, per via del gran numero di monete. Ma il marsupio ha anche un’altra grande funzione: la cinghia che lo lega ai fianchi del venditore di cocco funge da utilissimo appiglio per le pinze(quelle per gli spaghetti, riciclate per il suo scopo commerciale), con cui l’esercente preleva il pezzo di cocco per porgerlo al cliente(credevate che usasse le mani?). E’ un vero spettacolo della natura assistere alla perizia con cui il venditore, prima di consegnare il pezzo di cocco, inclini il palmo della sua manona, in modo da far fuoriuscire dalla scodella un filo di acqua gelata per rinfrescare il cocco, dopo che si è cotto al sole per giorni e giorni.
A questo proposito si narrano inquietanti leggende metropolitane su questa categoria: si dice che alcuni venditori inesperti ogni tanto si lascino sfuggire pezzi di cocco per la spiaggia: ebbene, alcuni raccontano che il venditore, dopo essersi attentamente guardato intorno, abbia raccolto il pezzo di cocco sporco di sabbia e l’abbia sciacquato con acqua di mare. Non sappiamo quanto siano attendibili queste voci, ma noi ne diamo atto, sperando di non dover mai assistere con i nostri occhi a cotali scene.




