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Daniele Fabbri: la satira tra fumetti e teatro.

02 Maggio 2018 di  Redazione

Daniele Fabbri, classe ‘82, scrittore comico-satirico e StandUp Comedian, lavora da 10 anni nel campo della comicità e della satira in tutte le sue forme. Ha scritto 25 spettacoli teatrali, ha collaborato con la rivista ScaricaBile e Fuorilemura.Com, è autore e interprete comico/satirico in programmi radiofonici e televisivi (Rai, RadioRai, ComedyCentral), ha scritto per il libro Bile, Scritti e Fumetti per masochisti dissidenti, per Edizioni Altrinformazione. Insieme a Stefano Antonucci ha pubblicato per Shockdom Gesù La Trilogia e V for Vangelo, Quando C'era LVI, Il piccolo Fuhrer.

 

Com’è nato il tuo rapporto con Antonucci?

Circa 10 anni fa io avevo un blog in cui pubblicavo i testi dei miei monologhi satirici, Stefano cercava online autori indipendenti per un magazine gratuito (“ScaricaBile”), un giorno mi è arrivata una sua mail una mail: «Ciao, sei bravo, ci piaci, ti va di scrivere per noi senza mai ricevere un soldo e senza alcuna speranza di beccare figa?!». Con queste premesse, non potevo certo rifiutare! 33 numeri di Scaricabile dopo, l’avventura si chiude, i tanti autori si salutano, ma io e Stefano decidiamo di provare a fare un fumetto vero insieme: nel 2012 ci autoproduciamo “Gesù Crucifiction Tour”, e da lì è nato tutto.

 

Perché tra i tanti mezzi espressivi hai scelto i Fumetti? 

Io sono interessato alla satira, e in Italia i mezzi migliori per fare satira di qualità sono due: il teatro e i fumetti. La televisione accentra molto l’attenzione ma con satira piuttosto “qualunquista” e artisticamente scadente (salvo pochissime eccezioni di nicchia). Al teatro mi dedicavo già da prima, e ancora lo faccio. Ai fumetti sono arrivato dopo, e ho scoperto che sono un “media” meraviglioso per raccontare storie, e ancor più storie che abbiano a che fare con le sfere della satira, cioè il triviale, l’osceno, il politico e il blasfemo.

 

Come vengono concretizzate le idee da cui partite?

Di solito ci mettiamo a tavolino con degli appunti scritti, beviamo tre bicchieri di vino a testa, e iniziamo a leggerci i nostri appunti e a fare “brainstorming”, che è il modo professionale per indicare il ciarlare da ubriachi. Diciamo cose e scriviamo tutto: se, passata la sbronza, quello che leggiamo ci fa ancora ridere, è una buona idea. Stendiamo un soggetto insieme, poi io passo alla sceneggiatura e Stefano disegna, litighiamo perché io chiedo cose complicate e lui non c’ha voglia di disegnare, sbrocchiamo, bestemmiamo, ci risbronziamo ognuno a casa sua, e via così fino alla consegna per la stampa.

 

Qual è il volume che ti è costato di più fare o quello a cui sei più legato?

 Il primato sul legame affettivo se lo giocano a parimerito il primo volume della trilogia di Gesù e il terzo volume della miniserie Quando C'era LVI. Quello che mi è costato fare di più è stato senz'altro il Piccolo Fuhrer.


Il Piccolo Fuhrer è un volume quasi interamente sviluppato da te come lo hai strutturato? Come ti sei documentato?

Anzitutto, ho riletto il Mein Kampf (sì, lo avevo già letto per un altro progetto precedente, che non ho realizzato perché alla fine non odio così tanto la gente.) Poi ho riletto varie biografie di Hitler, guardato documentari. Poi ho dimenticato tutto e ho riletto 3 volte il Piccolo Principe. È stato difficile soprattutto trovare un finto lessico infantile, perché normalmente dal linguaggio che usiamo coi più piccoli eliminiamo le parole più cattive e aggressive, che in questo libro però erano necessarie per restituire a pieno l'effetto grottesco. Ecco, penso che se avessimo fatto il Piccolo Fuhrer a fumetti, sarebbe stato meno cattivello di com'è.

 

Quali sono gli elementi che di solito fanno partire un’idea per uno dei vostri fumetti?

Ogni società è piena di controversie, ma ciò che rende gli italiani così folkloristici è che le nostre sono controversie vecchiotte: culturalmente siamo rimasti alla mentalità dei primi del '900, e il contrasto tra la nostra mentalità “contadina” e il progresso tecnologico crea un sacco di conflitti che ci fanno un sacco ridere. Solo che questi conflitti, quando diventano molto grandi, iniziano a diventare minacce sociali. Sono fenomeni che quindi contengono sia una parte buffa che una parte tragica: questo è l'indizio che attira la nostra attenzione. Non è un caso che il nostro lavoro si sia concentrato principalmente sui due elementi che a nostro avviso stanno contribuendo a un peggioramento morale della società, ossia la mentalità bigotta e il ritorno politico della destra più o meno estrema.

 

Quali sono i tuoi autori preferiti?

Ce ne sarebbero veramente troppi da elencare. Ne sparo 3 a buffo: Garth Ennis, Matt Frichtman e Vincent Paronnaud.

 

Dal tuo punto di vista quali sono gli ingredienti per un volume di successo?

Dipende da cosa intendiamo per “successo”. Se parliamo di quantità di vendite, bastano un nome facile da ricordare e un buon ufficio marketing, che sono gli ingredienti per vendere con successo qualsiasi cosa. Solo che quello è un successo dell'ufficio marketing, non dell'artista. Per me un'opera di successo è un'opera che lascia le persone che ne vengono a conoscenza contente e stupite: e gli ingredienti sono gusto, intelligenza, curiosità esplorativa, sensibilità artistica, formazione, e l'immancabile culo.

 

Qual è la differenza nella tua comicità tra lingua scritta e lingua parlata?

Nei miei spettacoli il mezzo di comunicazione sono io, quando recito un monologo sono io che esprimo tutto, con le parole, i gesti, la mimica, le intonazioni, le pause. La parola scritta è un media differente, ha un codice, una grammatica. Il fumetto ha una sua grammatica ancora più specifica, che abbina il viaggio dell'occhio sull'immagine alla lettura delle parole scritte. Quando recito un monologo, interagisco direttamente con le persone; quando scrivo, invece, non sarò presente nel momento in cui la persona leggerà, quindi devo avvalermi della “grammatica” che il mezzo mi offre per assicurarmi, quanto più possibile, che quella persona leggerà con “la mia voce”.

 Qui trovi i suoi volumi

 

 

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