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Pocci Poccetta e Hi/Lo

14 Maggio 2018 di  Redazione

Oggi facciamo due chiacchiere con Pocci Poccetta Autrice di Hi/Lo 

Buongiorno Elisa. Raccontaci com’è iniziata la tua avventura nel mondo dei comics.

Buongiorno a te, e grazie per questa intervista! Dunque, diciamo che ho sempre disegnato fumetti, da quando ero piccola a quando riempivo i quaderni degli appunti di filosofia alle superiori. Ho preso seriamente il fumetto, al punto di farlo diventare una professione, solo dopo il liceo classico però, quando mi sono iscritta alla Scuola Internazionale di Comics. Dopo il diploma, ho iniziato a fare colloqui, sia per piccoli editori italiani, sia francesi, ma tutti mi rispondevano che nonostante il bel chara design e lo stile, ero ancora acerba. Ho pensato così di esercitarmi nell’unico modo che mi permetteva di migliorare su tutti gli aspetti di un fumetto: fare appunto un fumetto. Iniziai quindi nel 2014 Hi/Lo come webcomic, e con mio stupore ottenne da subito un bel seguito, così fui contattata da Shockdom per trasformarlo in una serie cartacea l’anno successivo. Grazie a questo primo lavoro, ho successivamente fatto diverse cose, tra cui la game designer per un’azienda estera di slot online e la colorista in America per la Scout Comics di una serie di prossima uscita.

Quale importanza dai ai colori e al tratto nei tuoi disegni?

Quando iniziai Hi/Lo, concepivo già la tavola col colore. Con la matita tracciavo le forme sintetiche senza curare cose come la modulazione o il dettaglio, dando il compito al colore di animare il disegno. Con il tempo e l’esperienza (e le critiche costruttive, eheh) ho dato molta più importanza al segno, all’inchiostrazione, che prima non facevo, e alla cura della singola vignetta. Ora c’è più bilanciamento tra le due cose.

Che tecniche usi per i tuoi fumetti e da cosa nasce un eventuale cambio nella tua tecnica?

Attualmente uso una Cintiq 22, ma all’inizio di Hi/Lo fogli A3, matita, righelli e tavolo luminoso. Poi sono passata a una Intuos Pro e infine ho fatto l’upgrade con la Cintiq perché con l’aumentare del lavoro, mi sono dovuta velocizzare. Il colore invece sempre in digitale, ma mi piacerebbe in futuro provare con quello tradizionale! :)

 

Perché il manga?

Penso perché semplicemente fa parte del bagaglio culturale della mia generazione (e di quella precedente anche). Probabilmente le generazioni che stanno crescendo ora avranno nel disegno una componente manga estremamente inferiore ma avranno nel bagaglio visivo Steven Universe e Adventure Time. Sono cresciuta divorando manga e anime e nel disegno ho incorporato tali stilemi, ma non mi definisco molto manga in realtà. Cioè, Hi/Lo prende a piene mani da lì, ma penso che la mia narrazione sia decisamente più occidentale, tra gabbie, colore e inquadrature, sebbene usare molti primi piani e occhioni mi sia servito a calcare la mano sulle emozioni dei personaggi.

Da dove nasce l’idea di HL?

La storia di Hi/Lo, in una forma moooolto embrionale e ingenua, risale al mio periodo delle medie. L’avevo pensata con un paio di amiche dell’epoca, ma anche se diversa nelle meccaniche e nella logica (Candice aveva problemi personali molto gravi, Kai aveva un fratello maggiore di cui Noelle era cotta, ed era Evangeline ad essere innamorata di Kai, ad esempio) i personaggi  c’erano già quasi tutti. Quando decisi nel 2014 di esercitarmi su un webcomic, dovevo scegliere una storia semplice su cui non mi sarei arenata a causa della mia inesperienza, quindi ripresi questa rimaneggiandola, piuttosto che partire con una trama cervellotica che rischiavo di non saper disegnare o peggio, sceneggiare. E alla fine mi ha portato fortuna! :D

 

 

I tuoi protagonisti sono personaggi complessi che non si dividono tra buoni o cattivi ma hanno una storia alle spalle che racconta il perché delle loro azioni, come sei arrivata a questa maturità di racconto.

Bella domanda. Credo che sia nato tutto quando decisi di raccontare alcuni temi a me cari e situazioni che avevo vissuto sulla pelle o in terza persona, da “osservatrice empatica”. Il tema portante è appunto “prova a metterti nei panni dell’altro, e capirai perché appare così davanti ai tuoi occhi, perché pensa e agisce in quella maniera. Con i suoi pregi nascosti, le persone che fanno o hanno fatto parte della sua vita, i suoi errori e i suoi difetti. “ Penso che se tutti riuscissimo a immedesimarci pensando un attimo alla situazione personale del nostro prossimo, ci sarebbe molta più tolleranza e gentilezza. Sul fatto che invece i personaggi di Hi/Lo non sono né buoni né cattivi… è proprio perché io stessa ho cercato come narratrice di non giudicarli. È stato più un: “ehi lettore, i personaggi fanno e hanno fatto questo. A te il giudizio su di loro”. E dai primi feedback che sto ricevendo, ha funzionato. Ci sono persone che sono rimaste davvero shockate dai colpi di scena del terzo volume, e davvero c’è più di un lettore che si è immedesimato al punto da scoppiare a piangere. Mi dicono in questo modo che i personaggi gli hanno lasciato qualcosa.

Quanto il fatto di aver creato dei bei personaggi, e anche l’aver inserito un po’ di fanservice, ha influenzato la tua storia?

Il fanservice, sia femminile che maschile, ammetto che all’inizio del fumetto mi ha attirato qualche critica, nella prima parte è sicuramente più preponderante! :D però non c’era nessun motivo recondito, tipo “acchiapparmi like“, come insinuava qualcuno. Semplicemente, l’avere un bel corpo rientrava in una storia di scambio di corpi. Inoltre, adoro disegnare belle ragazze, e il fatto che la protagonista sia una bella ragazza che vede ciò come una maledizione, perché nella fase più delicata della sua vita le ha causato gravi problemi, ha contribuito alla sua caratterizzazione. Sarebbe stato più facile creare una ragazza normale come protagonista, ma Noelle così come è, è stata una delle fortune di Hi/Lo. Ha influenzato sicuramente il mood allegro da commedia, all’inizio. Kai invece, man mano che andiamo avanti e scopriamo finalmente cosa nasconde nel cuore, è l’altro lato della medaglia della storia. Noelle è l’ high e Kai il low di Hi/Lo. E insieme agli altri personaggi sono il nocciolo di tutta la vicenda, di cui lo scambio di corpo è solo l’espediente usato per raccontare di loro.

 

 

Cosa intendi con "Noelle è L'Hi e Kai il Lo"?

l titolo della storia è un'abbreviazione delle parole "high" (al massimo) e "low" (al minimo), indicativo del come i due protagonisti vedono la vita (la similitudine della scala che si vede nei volumi), ho rapportato questa espressione anche al tono allegro, "high", della storia iniziale, e dei punti più profondi, "low", successivi.

Da dove nascono i tuoi fumetti? E il tuo bisogno di raccontare?

Come già accennato, disegno fumetti da quando ero piccola, anche da prima di leggerli forse. Penso di aver sempre avuto la necessità di raccontare qualcosa, piccola o grande che sia, e di mostrarla a chi legge nel modo in cui si forma nella mia testa, col disegno. È questo che amo del fumetto da sempre. E le storie che creo nascono da osservazioni della realtà che mi circonda, da temi che mi stringono il petto quando ci penso e da un messaggio che vorrei comunicare a chi ha voglia di ascoltarmi.

 

 

Tornando ad HL i protagonisti sono vittime dell’amore anche per combattere la solitudine, secondo te è questo l’amore?

Per me non lo è, ma credo che chiunque possa guardarsi intorno e vedere coppie che si ritrovano insieme per solitudine, e che cercano nell’altro ciò che in loro avvertono come un vuoto. Evangeline ne è un esempio. Mentre Kai e Candice sono due persone che si avvicinano nel periodo più fragile della loro vita, e sentono che l’altro può riempire la solitudine lasciatagli dalle mancanze delle loro famiglie. Però una volta adulti, sono cresciuti non come coppia ma come due persone diverse, che non riescono a ritrovare nell’altro quello che avevano all’inizio, proprio perché sono cambiati entrambi. E non riescono neanche a buttare via quello che hanno.

Com’è stato collaborare per Dandelion, con Callerami?

Fu davvero divertente! Ringrazio ancora Salvatore per avermi dato la mia prima occasione per lavorare con una sceneggiatura non mia. È stato bello perché abbiamo un modo di raccontare  simile, molto emotivo.

I tuoi progetti futuri?

Sto lavorando sodo a un paio di progetti con altri collaboratori, ma non posso parlarne al momento. Mentre per quanto riguarda le prossime storie che ho nel cassetto… ce ne sono un paio che mi frullano, e una in particolare che ardo dal poter disegnare in futuro, che mi sta incredibilmente a cuore. È diversissima da Hi/Lo (non sembra, ma non mi piace disegnare sempre le stesse cose :D), più roba di alieni, fiabe, cosmo… ma spero di poterla ugualmente realizzare un giorno!

Grazie dell’intervista! :)

 

 

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