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Laura Scarpa e ComicOut

21 Maggio 2018 di  Redazione

LAURA SCARPA: 

Nata a Venezia nel 1957, si trasferisce per 20 anni a Milano, oggi vive e lavora a Roma. Autrice di fumetti, illustratrice per ragazzi, editor e docente. Come autrice ha scritto e disegnato storie su «Linus», «Alter», «Orient Express», «Il Corriere dei Piccoli», «Snoopy», «Ragazza In», «Lupo Alberto Magazine» e «Internazionale», e alcuni volumi, tra cui Cuori di carne,  Amori lontani, una storia per La vita inattesa (Rizzoli Lizard 2014), in Francia nel 2017 è uscito Sous les étoiles. per Delcourt e sulla rivista «Les Cahiers de la Bande Dessinée» ha pubblicato il suo incontro con Hugo Pratt. È appena uscito il suo graphic novel War painters 1915-1918 Come l'arte salva dalla guerra, per ComicOut. Autrice per il web, disegna il suo diario Caffè a colazione (su tumblr), di cui è uscito anche un libro. Come editor  ha curato tra gli altri «Corriere dei Piccoli» e «Blue».Dirige i magazine: «Scuola di Fumetto», e ha fondato  «ANIMAls», rivista di graphic novel. Scrive saggi e testi di didattica:  tra cui Praticamente Fumetti, Fumetto facile, L’arte della sceneggiatura, Disegnare Dylan Dog e Hugo Pratt – le lezioni perdutePresiede l’Associazione Culturale ComicOut, che si occupa della diffusione e studio del fumetto. Docente con lunga esperienza a  diverse Scuole di Fumetto e allo IED di Roma, ha creato e dirige la prima scuola italiana di fumetto, scrittura e illustrazione online.


La tua esperienza professionale è varia e vasta, ma come hai cominciato a lavorare nel mondo dei fumetti?

 Prima di cominciare a lavorarci ho evidentemente cominciato ad amarlo questo mondo... dal primo incontro con Hugo Pratt e i suoi consigli successivi (avevo 15-16 anni e poi oltre), ci fu poi l'occasione di incontrare autori, tra cui il gentilissimo Dino Battaglia, attraverso la Treviso Comics di Mezzavilla... lì conobbi un poco l'ambiente e poi cominciai i miei giri a Milano, bussando alle case editrici più disparate, senza saperne nulla... ma avevo 19 anni e mi perdonavano, anzi, tutti erano assai garbati. Finché passai da «Linus» e lì mi diedero una chance e mi mandarono anche dall'agenzia Quipos, dove Marcelo Ravoni mi mandò anche da Ottaviano editore, una casa editrice alternativa che mi accolse con chiacchierate, consigli e, molto presto, l'offerta di fare un LIBRO, su sceneggiatura di Antonio Tettamanti, per la collana che portava a fumetti i classici, con una grande attenzione culturale, per niente infantile o semplicistica... intanto però avevo pubblicato su «Linus» un paio di storie brevi. Poco dopo, avendolo conosciuto a una piccola fiera bolognese, Luigi Bernardi (poi diventato un grande amico) mi propose un libro del tutto mio per la sua novella casa editrice... e così si comincia, poi viene la pagnotta... l'illustrazione e altro...

 

 

 Com'è cambiato il fumetto e il suo pubblico in questi decenni in Italia?

 Tanto tantissimo, e a volte mi pare non poi così tanto! Mi spiego, ma cercando di non scrivere un volume di 300 pagine semplificherò, per forza. Quando ho cominciato, il fumetto si era da poco emancipato dall'etichetta "per ragazzi" (o da alternative molto "per adulti"), dalla Francia arrivava «Métal Hurlant» ( e «AH Nana!») e dall'Italia Pratt e molti altri si muovevano... C'erano le riviste, le riviste hanno avuto tagli diversi, contenuti vari, e hanno aperto le nostre menti. Alcune, come «Frigidaire» hanno coinvolto lettori non nerd, ma piuttosto raccogliendo nella cultura del tempo. Il fumetto è sempre dentro al suo tempo, più ancora che la pittura, direi come la musica... se guardi la storia capisci cosa accadeva nel fumetto in quel momento. E oggi è così, dopo un vuoto editoriale e di interesse negli anni 90, che ha troncato la vita fumettistica di molti autori, oggi i libri stanno fiorendo in numero tale da rallegrarci e anche preoccuparci, come se per troppo concime ci fosse un'iperproduzione... siamo in una società che gonfia le informazioni, così rischiamo di sfruttare male questo momento meraviglioso in cui, grazie al successo del manga nei decenni precedenti, grazie  a Internet che permette diffusione, e grazie alla parolina graphic novel che ha rassicurato i lettori di libri, oggi si pubblicano e leggono tanti fumetti, per tutti i gusti e di cui molti davvero bellissimi. La fuffa, o i prodotti mediocri, non sono di per sé un problema, sono una base forte, se non andranno- con eccesso prouttivo mal gestito – a soffocare la produzione, le librerie e i lettori. Dunque viviamo in un momento in cui è facile pubblicare ed anche emergere, non così facile imparare facendo, e soprattutto essere letti dal pubblico giusto. La cosa che cambia poco sono certe modalità di chi inizia... certi segni e certi sogni... cambiamo, ma la psiche umana ha una sua continuità :)

 Il fumetto come modalità di racconto è sempre stato molto popolare: c’è un processo evolutivo in corso o una diversificazione?

Credo di averti risposto qui sopra. Stiamo raggiungendo le librerie, e un pubblico che leggeva solo libri... ma quali libri? Non sono le etichette di genere a dare o togliere qualità e valore (libro, fumetto, avventura, graphic journalism, strip...), credo però, o almeno spero, che si offrano, bene e di nuovo, le prospettive culturali che negli anni 70 fecero davvero cambiare fumetto e società.... Non adagiamoci!

 

 Sei stata direttrice di «Blue» e autrice di Moll Flanders, come si racconta e cosa si racconta del mondo femminile nei fumetti, o dello sguardo maschile sulla donna?

 Da giovane ero semplicemente "rara" in Italia per il fumetto (se includo la satira il numero semplicemente raddoppia) eravamo forse 4 o 5. Prima di noi erano solo Grazia Nidasio, le Giussani che crearono Diabolik, e come disegnatrice Lina Buffolente... poi sono arrivate tante ragazze, disegnatrici e autrici, che oggi hanno 50 anni o quasi, e oggi le autrici giovani sono davvero una grande percentuale, lo vedo anche nei nostri corsi online, e spesso bravissime. Non c'è stata una discriminazione, mai, direi, ma quella sociale portava spesso le disegnatrici a sposare disegnatori e fare le coloriste per loro, o più spesso le illustratrici... è – di nuovo – questione di società più che di fumetto, e anche di letture delle nostre diverse infanzie. Indubbiamente manga e anime hanno contribuito ad avvicinare un pubblico femminile, ma non sono l'unica causa. Anche nell'erotico c'è sempre stata grande libertà, e scelte personali... le mie erano di non nascondere nulla, ma di scavare più nell'intimo che nel corpo, per altre autrici è stato ed è diverso... trovarmi pubblicata ora, in Francia, con quelle storie, mi fa piacere e fa considerare come i tempi cambiano, in particolare rispetto al sesso.

 

 L'associazione culturale ComicOut vuole aiutare il lettore medio del fumetto a capire meglio e conoscere la nona arte, perché questa un'esigenza?

 Lo scopo di ComicOut è, non solo come casa editrice, far capire e approfondire il linguaggio del fumetto. Sembra banale, ma saper leggere un'immagine è difficile, saper leggere  e capire criticamente un racconto per immagini è ancor più complesso. Non abbiamo una buona preparazione scolastica a questo, e dunque nemmeno personale. Far godere a pieno di un fumetto, qualcuno che prima lo leggeva superficialmente, è un piacere enorme. Fargli scoprire grandi autori o tipi nuovi di narrazione è una cosa che aiuta ad allargare orizzonti. Lo facciamo attraverso i corsi online e workshop frontali, attraverso i nostri libri, con storie d'autore importanti, a volte recuperate dall'oblio, e con manuali e saggi... ma ci muoviamo anche in altre direzioni. Saper leggere e decifrare un linguaggio vuol dire essere autonomi, nella critica e nella vita. Lo crediamo fortemente anche per il fumetto.

 

 La tecnica è cambiata molto se avessi la possibilità fare un'analisi del periodo attuale come lo definiresti?

Le tecniche cambiano sempre, Pratt fu felice dell'arrivo dei pennarelli il cui nero finalmente permetteva di usarli per la stampa. Pazienza usò pennarelli che a volte oggi svaniscono o cambiano. Le tecniche alla loro scoperta portano sempre qualche effetto pacchiano, poi si stabilizzano. Il digitale oggi è una potenza affascinante, lo uso molto, ma non solo. Credo che la cosa più terribile del digitale è che non c'è... che rischia di sparire un giorno molto più della pennarelli di Paz. Non riuscirete a convincermi che non ci sia questo rischio. Lo accetto.

 

 Hai intuito molto prima di altri il valore del web sviluppando uno dei blog più seguiti in ambito nazionale, e adesso creando una scuola di fumetti online. E' questo il futuro del fumetto?

 Io credo sia il presente. Il futuro cambierà ancora. Probabilmente in quella direzione. Il web è uno spazio che permette collegamenti in tempo reale e a distanze enormi. Il web oggi è quasi gratuito, ma sta pure scoppiando... Non so dire come si evolverà. Noi dobbiamo stare sul nostro tempo, sarebbe meglio precederlo di poco, ma soprattutto con la testa, con visioni sul futuro, non "future"... quella è fantascienza e ha fascino, più che buon uso. Oggi credo che dobbiamo imparare a usarlo bene il web. Siamo ancora un mondo di selvaggi che lo utilizzano un po' a caso, un po' male, un po' con ansia e sudditanza, altre volte con aggressività... c'è da fare molto, questo è sicuro, e usarlo per le sue potenzialità fantastiche: contatti di lavoro e altri rapporti, veloci e fluidi, economia nella produzione e nel consumo, peculiarità come i link, i suoni ecc. Possibilità di raggiungere chi sta più isolato... come dice anche Claudio Calia, che tu stia in Kurdistan o in Italia, hai gli stessi riferimenti tramite il web. La globalizzazione ha dei pericoli, ma potrebbe essere la strada per evolverci in armonia nel Mondo (lo so, è fantascienza).

 

 Quali sono i programmi futuri di Laura Scarpa?

 In questo periodo il delirio:

Nuovi libri per ComicOut, tra cui questa nuova collana SIAMO SAGGI, di libretti agili, tascabili e per un pubblico curioso del fumetto, ma anche utili. Ampliare lo spazio scuola, che si dimostra sempre più interessante e costruttivo. Mantenere il ritorno al fumetto, come autrice, dopo War painters e le pubblicazioni in Francia, l'anno scorso, ho voglia d continuare... non so se avrò il tempo di farlo. Inoltre vogliamo proseguire la residenza d'artista, rivolta al Mediterraneo, iniziata l'anno scorso con il ponte verso Algeri...e altre idee frullano, dobbiamo trovare sostegni, grossi e piccoli, per fare bene e di più. Lancio un appello da questa pagina, allora... in cui vi ringrazio per l'opportunità di questo incontro, e auguro a tutti di fare e leggere fumetti bellissimi.

E noi della Shockdom ringraziamo Laura e le auguriamo buona fortuna per i prossimi progetti.

 

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