Dal Blog

17/09/2018

Yep! Comics e l'editoria in ...

  Oggi Parliamo con Lucio Staiano e Gianluca ...
27/07/2018

Uno Sguardo al futuro

Giunti al termine dell’analisi in dettaglio dei ...
23/07/2018

I fumetti in Brasile

  Marcelo Quintanilha, Felipe Nunes, Marcelo ...
19/07/2018

Nasce Closure, studio ...

Closure presto farà ufficialmente il suo debutto ...
16/07/2018

Il grillo parlante

 Intervista non seria all'autore di Gattini ...

Una, due, tre stelline cercano la via...

28 Maggio 2018 di  Chiara Zulian Editor

Keo è un bambino morto da quasi 100 anni, che vaga sulla terra nutrendosi di anime umane che sottrae alle persone grazie a delle rose malefiche dotate di vita propria, i suoi “partners” - estensioni del suo stesso subconscio - ma Keo non agisce per sua volontà, bensì costretto da esseri malefici chiamati “Robo”, oscure creature che obbligano il piccolo, privo di ogni ricordo della sua vita, a eseguire i loro ordini. Non avendo un passato né uno scopo, tutto ciò che il bambino può fare è obbedire loro, rubando le anime agli sfortunati che incrociano il suo cammino e che continueranno la propria vita senza nemmeno accorgersene, ma privati di quella scintilla che li rende a tutti gli effetti umani

 La non-vita di Keo sembra destinata a proseguire così, in solitudine, in una continua caccia atta a soddisfare le pretese sempre più grandi dei suoi padroni, ma le cose prendono una piega differente quando spinto da un desiderio che fatica a comprendere si dirige a Candyland e sulla strada per il Luna Park si imbatte in Moo, una bambina solare e allegra che sembra non essere spaventata da lui e soprattutto immune alle sue rose che non riescono a carpirle l’anima e delle quali, per un malinteso, finisce con l’impossessarsi, costringendo Keo a seguirla nella ricerca dei suoi genitori pur di riprendersele. Al fianco di Moo c’è il suo gatto nero Bastet, all’apparenza un semplice felino che non si separa mai dalla piccola proteggendola da misteriosi “serpenti” che sembrano estremamente interessati a lei.

Arrivati a Candyland, ormai in stato di abbandono e degrado, vengono improvvisamente attaccati da un altro ragazzino non morto, Jeko, i cui dread si tramutano in anguille – i suoi “partners”, nonché i “serpenti” dei racconti della bambina - e armi che usa per attaccare i due. Inaspettatamente però, dopo il primo duro scontro, Jeko si scoprirà essere intimamente legato sia con Keo che con la piccola Moo e soprattutto molto più del sadico nemico che inizialmente sembra. Che lo vogliano o meno ora i tre dovranno affrontare i terribili Robo e il loro signore Kurobo, per salvare se stessi e forse molto di più.

 Iniziato online nel 2013 e successivamente portato su carta da Shockdom in sette volumi, Greedy Flower è l’opera d’esordio di Alessandra “Alyah” Patanè, fumettista originaria di Catania. Lo stile di disegno, la suddivisione della griglia e l’uso del bianco e nero rimandano immediatamente alla scuola manga, ma non è l’unica ispirazione riconoscibile, è infatti chiaro il riferimento ai vecchi cartoni in bianco e nero dei Silly Symphonies nel tratto originale che contraddistingue i personaggi, Greedy Flower assume così una connotazione particolare nell’insieme di quei fumetti che si rifanno al Giappone, riuscendo a sviluppare e mantenere una propria identità e stile.

Tale cura nell'aspetto visivo si ritrova nel racconto, strutturato in un susseguirsi di eventi apparentemente casuali ma che a un’attenta lettura risultano legati capitolo dopo capitolo da piccoli dettagli, rimandi e anticipazioni inizialmente difficili da decifrare ma che trovano il loro posto come tessere di un puzzle man mano ci si addentra nel finale; così un gesto ricorrente di un dato personaggio assume un significato particolare solo nell’ultimo volume, una frase, un ricordo o la canzoncina che Moo è solita cantare per superare la paura, all’improvviso appaiono per quello che realmente sono, ovvero idee ben precise dell’autrice che con pazienza ha disseminato le tavole di piccole “briciole” fino ad accompagnarci alla conclusione, tutt’altro che scontata, e sorprende l’attenzione a questi dettagli, soprattutto se si pensa che la storia conta ben sette volumi pubblicati dal 2013 al 2017.

Oltre ai tre piccoli protagonisti Keo, Jeko e Moo, una rosa di comprimari si susseguono in ogni capitolo, ma anche quei personaggi che rimangono poco nel racconto sono pensati e scritti con tale bravura da restare nella mente e nel cuore del lettore e da avere un ruolo chiave nella storia, nessuno di loro è superfluo, nel mondo raccontato dalla Patanè ognuno ha un ruolo determinante e tutto converge alle ultime fasi dell’avventura. Greedy Flower è un racconto che sa essere estremamente divertente, ma allo stesso tempo malinconico e commovente e sfido chiunque, alla fine dell’ultimo volume, all’ultima pagina di questa bellissima avventura, a non sentire in fondo alla gola una piccola stretta.



Lascia un commento

Assicurati di aver digitato tutte le informazioni richieste, evidenziate da un asterisco (*). Non è consentito codice HTML.