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Il Corvo: Memento Mori

07 Giugno 2018 di  Redazione in collaborazione con Fumettologica

Il ritorno di uno dei personaggi più iconici degli anni Novanta passa per un editore italiano: Edizioni BD, che con la miniserie in quattro parti intitolata Memento Mori riporta sulle scene il Corvo di James O’Barr. Lo fa alla grande grazie a una coproduzione con l’editore statunitense IDW e orchestrando il progetto con alcuni dei più grandi talenti del fumetto italiano contemporaneo: Roberto Recchioni (Orfani, Dylan Dog) ai testi e Werther Dell’Edera (Spider-Man: Affari di famiglia, Orfani) ai disegni, per i colori di Giovanna Niro.

 

Il Corvo è entrato di prepotenza nella cultura pop soprattutto grazie all’adattamento cinematografico interpretato da Brandon Lee nel 1994. Il merito era tutto dell’atmosfera gotica e allo stesso tempo romantica che emanava, perfettamente in linea con il mood degli anni Novanta e alimentato dalla sfortunata scomparsa di Lee sul set, quando le riprese del film non erano ancora terminate.

La storia originaria di O’Barr era incentrata su un ragazzo ucciso da una gang insieme alla sua ragazza, che poi veniva riportato in vita da una entità sovrannaturale (il Corvo) per poter compiere la propria vendetta. Un concetto molto semplice, ripetuto poi in diverse declinazioni nei decenni successivi all’interno di altri tre film (l’ultimo dei quali del 2005) e numerosi fumetti.

Anche Memento Mori segue lo stesso semplice canovaccio: il protagonista è David, la cui ragazza è stata uccisa nel corso di un attacco terroristico in una chiesa. La particolarità della storia sta però nel fatto che è ambientata in Italia, per la precisione a Roma.

Se le precedenti avventure del Corvo hanno di volta in volta assunto connotati diversi – dall’horror al fantasy, passando per vari generi storici – qui gli autori hanno optato per un’impostazione all-action della storia, narrata in prima persona dal protagonista attraverso didascalie dai toni coerentemente plumbei.

In questo modo, lo stile di scrittura aforistico di Recchioni, che qui inserisce anche riuscite citazioni di stampo biblico, trova grande compiutezza, e allo stesso tempo Dell’Edera offre pagine dal forte impatto visivo, in grado di restituire – grazie anche all’ottimo lavoro della Niro – un giusto compromesso tra le atmosfere gotiche classiche della serie e l’inedita ambientazione romana.

Al contrario dello stile narrativo molto diretto, i temi della cristianità e del terrorismo religioso vengono trattati in modo piuttosto sfumato: all’interno della storia non esistono buoni o cattivi, ma solo motivazioni strillate con un tono di voce più forte di altre, e sulle quali si issa svettante la vendetta, fino alla chiusura, dove con un colpo di scena magistrale la vedremo vincere sul perdono, l'amore e le religioni.

Ogni albo della miniserie contiene inoltre una storia breve – slegata dalla trama principale – realizzata da autori come Tito Faraci, Micol Beltramini, Davide Furnò e Matteo Scalera. Piccole chicche che arricchiscono le vicende del Corvo.

Il Corvo: Memento Mori è quindi una delle più riuscite interpretazioni della creatura di O’Barr, oltre che una delle produzioni seriali italiane più interessanti dell’ultimo periodo.

Non capita tutti i giorni che un prodotto italiano venga pubblicato negli Stati Uniti (oltreoceano), e quindi bisogna innanzitutto applaudire il presidente di Edizioni BD Marco Schiavone e il suo staff per la riuscita del progetto.

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