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Salvatore Vivenzio e il collettivo de "La Stanza"

14 Giugno 2018 di  Redazione

 

Qual è la storia del collettivo?

Il collettivo nasce quando avevo 17 anni, dalla voglia di unire artisti, di fare gruppo, di far partire progetti ambiziosi che mi caratterizza già dalla giovane età. Lo spunto fu la mia prima sceneggiatura, scritta durante un’ora di matematica al Liceo, per la quale però mi serviva un disegnatore. E’ nato tutto in modo spontaneo, quasi per gioco, ho visto La Stanza nascere e crescere velocemente, senza accorgermene, come un genitore che vede suo figlio improvvisamente grande. Tutt’ora mi fa strano quando per le fiere mi dicono “Ah tu sei quello di La Stanza!”, mi sorprende il fatto che in tanti sappiano chi siamo.

Come vengono selezionati gli autori del collettivo?

Oramai c’è un blocco centrale molto attivo composto da me, Helena Masellis, Alessandra Melarosa, Elisa2B, Gianluca Francesconi, Fabio Iamartino, Danilo Manzi, Matteo Galardini, Alfredo Giusi e Joseph Crisafulli. Ma restiamo aperti a tutti i tipi di collaborazioni. Mi piace sempre riuscire a lavorare con nuovi artisti, magari anche lontani dal tipo di storie che faccio io. L’importante è che abbiano qualcosa da dire, da esprimere, qualcosa di fresco, nuovo, particolare che li contraddistingua.

 

Qual è la vostra linea stilistica, il filo conduttore di tutti i progetti?

Per me il concetto principale è sempre : provare a trasmettere qualcosa. Avere un messaggio. Parte tutto da lì, se non c’è nulla da dire allora non c’è una storia. A livello grafico abbiamo gli artisti più disparati, da Helena ad Alessandra, da Matteo a Danilo, sono tutti diversissimi tra di loro.

 

Da dove nasce la necessità artistica di raccontare attraverso il fumetto? 

Credo che il fumetto abbia grandi potenzialità, me ne sono accorto a quindici anni quando un amico mi prestò Old Man Logan. La possibilità espressiva di unire il testo alle immagini mi sorprese. In più, a differenza del cinema, hai un budget illimitato e la possibilità concreta di cambiare ogni volta registro. Hai inoltre la possibilità di sfruttare una sequenzialità assente in qualsiasi altro mezzo. Personalmente ho bisogno di raccontare, ho iniziato a farlo in prosa, ho realizzato anche un mediometraggio : scelgo il mezzo attraverso cui raccontare in base all’idea, cerco di capire quale sia il media più adatto per raccontare una determinata storia, svolgere un determinato progetto.

Come si sviluppa la vostra collaborazione? 

Gli autori di La Stanza si interfacciano attraverso un gruppo Facebook. Inoltre almeno una volta al mese ci vediamo in videocall per trattare qualche argomento importante. Restiamo sempre in contatto attraverso una chat privata e cerchiamo di riunirci durante le fiere. Per la realizzazione dei progetti ogni autore propone un’idea che poi viene sviluppata insieme agli altri membri se ritenuta valida. La scelta dei progetti avviene in modo totalmente democratico.

 

Salvatore tu hai detto che la pubblicazione web e quella su carta sono diverse perché?

Sì, ne sono fermamente convinto. La prima differenza è l’attenzione del lettore. On-line il lettore si concentra molto meno sulla lettura e si impegna solo per le prime 10/15 tavole. E’ difficile che continui la lettura. Determinate realtà come Mammaiuto oramai utilizzano le pubblicazioni on-line più come dei “trailer”, delle anticipazioni per i lavori cartacei. Le persone leggono il primo, il secondo capitolo, poi abbandonano la lettura e aspettano il cartaceo. Poi c’è una differenza di possibilità, di formato, di utilizzo.

Quali sono le potenzialità del Web?

Tante. Penso a progetti come To Be Continued, Estrella o Private Eye, che sfruttano a pieno il web sia per tenere incollato il lettore, per avere una lettura più “interattiva”, sia per la capacità di sfruttare il web per quanto riguarda il formato.  

 

Progetti futuri?

E’ da poco uscito il nostro primo antologico che sta andando molto bene. Vorremmo realizzarne un altro per il 2019. Inoltre stiamo pensando di fare il nostro esordio nel mondo delle serie web a fumetti. Provammo a realizzarne una tempo fa ma ci siamo fermati al primo numero dopo il numero zero. Vediamo cosa ne uscirà fuori. Inoltre c’è l’idea di fare da “etichetta” e spingere anche artisti che non fanno parte del collettivo.

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