Dal Blog

17/09/2018

Yep! Comics e l'editoria in ...

  Oggi Parliamo con Lucio Staiano e Gianluca ...
27/07/2018

Uno Sguardo al futuro

Giunti al termine dell’analisi in dettaglio dei ...
23/07/2018

I fumetti in Brasile

  Marcelo Quintanilha, Felipe Nunes, Marcelo ...
19/07/2018

Nasce Closure, studio ...

Closure presto farà ufficialmente il suo debutto ...
16/07/2018

Il grillo parlante

 Intervista non seria all'autore di Gattini ...

I fumetti in Brasile

23 Luglio 2018 di  Redazione

 

Marcelo Quintanilha, Felipe Nunes, Marcelo D’Salete, Fabio Moon, Gabriel Bá, Mike Deodato, Ivan Reis, Adriana Mello, Rafael Grampá: sono solo alcuni dei tanti nomi brasiliani riconosciuti a livello internazionale, sia nell’ambito del fumetto autoriale che in quello delle case editrici americane come Marvel e DC. Nonostante questi talenti testimonino una crescita del percorso culturale, resta assodato che senza statistiche rilevanti un’analisi puntuale del mercato brasiliano di fumetti sia quasi impossibile da fare. 

Proviamo lo stesso a capire dove sta andando il mercato partendo da uno sguardo sulle fiere: i dati raccolti riguardano le due più importanti del paese per prestigio e per grandezza: Il FIQ da poco finito e il CCXP di San Paolo.

Il FIQ – Festival Internacional de Quadrinhos (Festival Internazionale del Fumetto), è ancora la fiera biennale più importante del mercato latinoamericano di fumetti per notorietà, nonostante abbia subito un fortissimo rallentamento rispetto al 2011 anno dei record in cui toccò il tetto massimo delle 130.000 presenze diventando per poco tempo il festival più frequentato dell’America, surclassando lo stesso Comicon di San Diego.

Il programma di quest’anno è stato connotato da una forte presenza internazionale che prevedeva panelli e firmacopie con autori come Dave McKean, Claudia Ahlering, Flore Balthazar, Troche e Zerocalcare. Dal nostro punto di vista è stato un un evento bellissimo e molto ben strutturato che ci racconta una passione per quest’arte con numeri di tutto rispetto: dentro uno spazio di 5000m², tra i più di 500 artisti presenti nell’Artists Alley, poco più del 10% ha il fumetto come fonte principale di reddito, dato che denuncia da un lato la difficoltà del settore a spiccare il volo, dall’altro: sia il forte impegno personale e la passione che anima gli autori, sia il fascino che un lavoro del genere ha presso i giovani.

Per quanto riguarda il calo del numero delle presenze, (ricordiamo che l’edizione del 2015 toccava solo le 80.000 entrate come quest'anno), non si hanno dati puntuali per analizzare la causa specifica, possiamo solo considerare che non è legata ad un calo del settore tout court, perché contrariamente a questa fiera il Comicon di San Paolo, ha continuato ad espandersi passando dalle 97.000 dell’edizione del 2014 alle 130.000 del 2015 fino alle 220.000 dell’edizione del 2017, elemento che palesa l’evidente crescita del settore.

 

 

Quest’ultimo numero anche se molto positivo non riesce ad oscurare che questo è un settore che ha ancora molti problemi da affrontare e che sono quasi tutti strutturali; il problema principale è legato alla scolarizzazione e all’educazione: il popolo brasiliano non legge anche perché vi sono oltre il 7,2% di completi analfabeti nel paese (11,8 milioni di persone, https://oglobo.globo.com/sociedade/educacao/brasil-ainda-tem-118-milhoes-de-analfabetos-segundo-ibge-22211755), Il 17% della popolazione adulta non ha terminato la scuola primaria (https://read.oecd-ilibrary.org/education/education-at-a-glance-2017_eag-2017-en#page52), il 27% della popolazione è analfabeta funzionale (https://www.gazetadopovo.com.br/educacao/nem-1-nem-80-a-real-taxa-de-analfabetismo-funcional-entre-universitarios-8eipsba6xmr44t7602oum3pq4). Numeri assolutamente negativi se paragonati a quelli dei paesi più industrializzati ma in netto miglioramento rispetto a pochi anni fa quando le statistiche raccontavano una situazione ben più grave. Inoltre, nel periodo in cui in Brasile affronta la sua peggiore crisi politica ed economica forse degli ultimi vent’anni, il lettore medio è costretto a farsi due conti in più prima di comprare un libro o un fumetto che costa tra i R$30 o R$70 (per intenderci dai 7€ ai 16€), spesa che può essere considerata troppo alta per una cosa secondaria, come purtroppo è la cultura in Brasile.

Fortunatamente i tempi di maggiore incertezza economica iniziati nel 2015 sembrano finiti nel primo semestre del 2018 si è registrato un netto miglioramento delle condizioni economiche in generale e un aumento del PIL: gli analisti del settore privato prevedono un’espansione del PIL del 2,1 nel 2018 (http://www.infomercatiesteri.it/quadro_macroeconomico.php?id_paesi=38) con una previsione del 2,8 per il 2019 (http://www.oecd.org/eco/outlook/brazil-economic-forecast-summary.htm)

A questo si aggiunge che c’è una produzione di altissima qualità per quanto riguarda il lavoro degli autori, riconosciuta a livello internazionale, ricordiamo che il già menzionato Marcelo D’Salete quest’anno ha vinto il premio Eisner con Run for It: Stories of Slaves Who Fought for the Freedom, nella categoria miglior fumetto straniero, a testimonianza di un percorso culturale in netta crescita.

Quello che ci sentiamo di considerare, visto il processo in atto, è che lo sviluppo del mercato del fumetto brasiliano sta subendo un’impennata positiva i cui risultati si vedranno già in un futuro prossimo. Autori internazionali come il nostro Gabriel Picolo stanno crescendo facendo aumentare il numero di appassionati del fumetto in patria e permettendo di raggiungere un ampio numero di investitori esteri.

Certo queste sono considerazioni non analisi, visti i pochi numeri a disposizione (ndr il Brasile ha una bassissima partecipazione alle statistiche internazionali),  che non possono essere esaustive, ma che ci aiutano a intuire quello che a nostro parere è un trend positivo.

Lascia un commento

Assicurati di aver digitato tutte le informazioni richieste, evidenziate da un asterisco (*). Non è consentito codice HTML.