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Due youtuber su carta. Il mondo di Fraffrog e RichardHTT

16 Gennaio 2018 di  Redazione

Oggi parliamo con i due beniamini dei più piccoli, due giovani youtuber che insieme vantano più un milione di iscritti, gli autori di Il Fantastico Pianeta che sta nel sistema solare e Il Ducomentario, due giovani grandi professionisti, seri e preparati: Fraffrog e RichardHTT.

 

Fraffrog: in una precedente intervista hai detto che il tuo motto è: sbagliare il prima possibile, citato da Lee Unkrich, direttore del team creativo della Pixar, che rapporto hai con gli errori?

E’ il mio motto? Non me lo ricordavo, penso di avere un milione di motti più che validi, però mi ci rispecchio abbastanza! Penso che tutto ciò che faccio sia costellato di errori, alcune volte sarebbe bello riuscire a riconoscerli più facilmente in modo da riuscire a non ripeterli.



Richard- che rapporto hai con gli errori e con le critiche, quali consideri essere state per te critiche utili e costruttive, e quali tipo di critiche trovi in generale inutili?

Io accetto sempre tutte le critiche purché finalizzate a suggerire un miglioramento. Tempo fa, prima di aprire un canale su Youtube, ero iscritto ad un Forum di disegno dove pubblicavo tutti i miei bozzetti, stavo attraversando un momento difficile, non riuscivo a disegnare, a trovare l’ispirazione e mi stavo domandando seriamente se la strada del disegno fosse quella giusta per me. Grazie ai frequentatori del forum e a tutte le critiche che ho ricevuto sotto i miei lavori sono riuscito a migliorare sensibilmente e a ritrovare la fiducia nelle mie capacità, queste per me sono le critiche costruttive, suggerimenti attenti mirati a “costruire” ed affinare le abilità di una persona e non a “demolirle”.
Attualmente i miei video vengono commentati da migliaia di persone e non sempre si possono ricevere critiche intelligenti, a volte sono solo insulti mascherati da critiche, senza nessun secondo fine se non quello di suscitare in me una qualche reazione, ma ormai sono abituato e non gli dò nessun peso.

 

Cosa ti crea un'immensa ansia?
FRA: Potrei dilungarmi tantissimo a riguardo, ma mi limiterò a riassumere tutto con: non essere all’altezza. Passo un sacco di tempo a farmi problemi sul non riuscire a fare questo o quello, non riuscire ad apparire come vorrei di fronte alle persone, non riuscire a fare un lavoro abbastanza buono quando mi viene richiesto, non riuscire a costruire qualcosa di solido per il futuro. Penso che sia naturale essere dubbiosi su questi aspetti e che l’importante sia cercare di affrontare ogni cosa al massimo delle proprie possibilità. Io ci provo sempre, anche quando preferirei tirarmi indietro e lasciar fare ad altri.

RIC: Una delle mie più grandi ansie è quella di star sprecando del tempo prezioso! Mi hanno sempre detto di essere molto giovane in relazione ai piccoli successi che sto ottenendo e se un giorno non fossi più in grado di mantenere questa proporzione risultando TROPPO VECCHIO? E’ per questo che quando mi ritrovo a non rispettare le scadenze da me stesso imposte entro in un circolo vizioso di ANSIA IMMENSA! ahah meno male che in questi momenti posso contare sul fatto di non essere solo avendo sempre Fraffrog intorno.

 

Cosa ti permette di rilassarti?

FRA: Guardare serie TV o leggere libri sono le due cose che preferisco per staccare un po’. Banale come risposta, lo so, ma per me si tratta dell’unico modo per riuscire finalmente a smettere di pensare e rimuginare su ogni cosa. Mi piace anche giocare ai giochi da tavolo ma… purtroppo a volte è difficile trovare persone con cui condividere questa passione COFF COFF RICCARDO COFF COFF

RIC: La musica! E’ una delle cose che più riesce a rilassarmi e a motivarmi! Di solito guardo anche serie TV ma, quando mi ritrovo sdraiato con gli occhi fissi sullo schermo, il 50% di me si rilassa mentre l’altro 50% pensa di star perdendo tempo prezioso, quindi lo considero un “rilassarsi a metà”. La musica invece posso ascoltarla anche mentre lavoro, riducendo lo stress causato dalle tante scadenze.

 

Cosa ami di te stessa/o da bambina/o, cosa ti fa tenerezza e cosa invece speri di aver cambiato?

FRA: La convinzione di aver capito tutto è la cosa che in assoluto mi fa più tenerezza. E’ uno smacco incredibile poi crescere e rendersi conto che invece non si era capito proprio niente. Beh, spero di averla decisamente cambiata questa cosa, insieme alla saccenza che mi rendeva anche parecchio antipatica!

RIC:
Ripensando al me stesso da bambino e a tutte le cavolate che facevo, sinceramente, spero di aver cambiato TUTTO! Uno dei peggiori insulti involontari che una persona possa farmi è dirmi “Non sei cambiato per niente”! Questo perché negli ultimi 7 anni ho lavorato molto per cercare di diventare una persona migliore, affinando le mie capacità di comunicazione e le mie abilità creative. Il percorso è ancora lungo e ogni giorno scopro nuovi limiti che voglio superare, ma pian piano e con il giusto impegno conto di farcela, diventando giorno dopo giorno anche solo un poco migliore di quello che ero ieri.



Quale percorso di studi hai fatto e perché lo hai scelto?

FRA: Ho frequentato un tecnico agrario e, dopo il diploma, mi sono iscritta a Graphic Design. Molto ferma nelle mie decisioni, eh? Alle medie mi interessava la natura, alle superiori la grafica, e adesso lavoro invece nel mondo dell’illustrazione, videomaking e animazione. L’importante è non smettere mai di studiare e cercare di migliorarsi!

RIC:
Ho frequentato il Liceo Artistico perché volevo migliorare nel disegno… povero ingenuo. Purtroppo ho avuto la sfortuna di incappare in alcuni docenti che non avevano la minima voglia di insegnare, anzi, fumavano in classe mentre noi svolgevamo i compiti delle altre materie… Così ho deciso di esercitarmi a casa, studiare da autodidatta la maggior parte delle cose, che adesso so, condividere i miei disegni online ed iniziare a pubblicare Tutorial sul disegno. Mi piaceva la sensazione di essere utile e di riuscire ad aiutare qualcuno che, grazie ai miei insegnamenti, potesse veramente imparare qualcosa! Una sensazione che forse alcuni docenti del mio Liceo Artistico non hanno mai provato.

 

Come hai creato il tuo look e il tuo personaggio, o quanto c'è di reale nella rappresentazione che fai di te?

FRA: Ho scelto di apparire sul web come Fraffrog quando ero ancora molto giovane, per cui mi sono semplicemente limitata ad essere me stessa. Mi rendo conto però che l’immagine che ho cercato di dare di me rispecchia maggiormente ciò che vorrei essere piuttosto che ciò che sono: allegra, scanzonata, divertente e soprattutto aperta... Io in realtà sono più timida, autocritica ed introversa.

RIC: Non ho pensato veramente a me come ad un “personaggio”, avendo iniziato realizzando tutorial mi comportavo semplicemente come me stesso. Con il tempo ho notato che potevo non solo insegnare ma anche intrattenere, così ho deciso di lavorare molto sul mio modo di comunicare cercando di risultare più chiaro ed interessante. Se oggi le persone hanno modo di vedere RichardHTT come un ragazzo frizzante, divertente ed interessante non è perché quello è il personaggio che ho deciso di interpretare, ma perché quella è semplicemente la persona che sono ora.

 

Hai rapporti con partner internazionali, che differenza c'è tra il lavorare in Italia e lavorare con l'estero?

FRA: Prima di tutto, mi dispiace essere così venale: il pagamento. All’estero tutto quanto nel settore dell’intrattenimento e la pubblicità viene considerato in modo molto diverso. In più potrei dire la logistica: la precisione con la quale il lavoro e i vari ruoli vengono definiti, il fatto che tutto debba essere rispettato con precisione… Io personalmente mi trovo in difficoltà su questo, perché quando ti abitui al fatto che le cose vengano fatte un po’ alla buona ti allinei su questo modo di fare. Come i treni: se sai che tanto il treno farà ritardo ti senti un po’ incentivata ad arrivare in ritardo alla stazione anche tu.

RIC: All’estero c’è un incredibile rispetto per il lavoro creativo! Ci sono ragazzi che per avere la propria storia disegnata da un fumettista riconoscerebbero un pagamento maggiore di quello proposto da una importante azienda qui in italia, e questo non perché i ragazzi all’estero siano ricchi (magari nel pagare un artista arriverebbero a spendere tutti i loro risparmi), ma perché viene riconosciuto un valore molto alto al lavoro creativo.
Inoltre c’è più precisione, si sviluppa un contratto con il lavoro da svolgere, scadenze, tutto nel dettaglio e se c’è un errore da parte del cliente ti propongono un nuovo prezzo per ripagarti del lavoro svolto in più  e del disturbo. In Italia spesso ci siamo ritrovati a stipulare e firmare contratti che poi, successivamente, venivano completamente IGNORATI da persone che minacciavano di non pagare. il creativo ha scadenze del tipo “ci servirebbe per ieri” quindi si ammazza di lavoro e poi, consegnato il progetto, si confronta con il cliente che invece ritarda tutto il tempo che vuole lasciando una settimana di vuoto rispetto alle tempistiche pattuite… insomma… a volte è un vero casino.

 

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