Dal Blog

17/05/2018

La Fumettolibreria

Quando è nata la tua fumetteria? La fumetteria è ...
14/05/2018

Pocci Poccetta e Hi/Lo

Oggi facciamo due chiacchiere con Pocci Poccetta ...
9/05/2018

Rat Queens di saldaPress

Non c’è dubbio che i nostri colleghi di ...
7/05/2018

Daniele Pignatelli di Comic ...

Quando è nata la tua fumetteria?  Comic House, ...
2/05/2018

Daniele Fabbri: la satira tra ...

Daniele Fabbri, classe ‘82, scrittore ...

Gianmarco Fumasoli e Bugs Comics

29 Gennaio 2018 di  Redazione
Giammarco Fumasoli-BUGS Comics

Gianmarco Fumasoli

Nasce a Roma nel 1975 e viene formato fumettisticamente parlando, dalla ACME e da Dylan Dog. Da sempre appassionato di scrittura e del mondo dei comics, nel 2010 collabora con la Palzoun Gamefirst per la realizzazione di un videogioco presentato al Gamescom a Colonia e nel 2013 pubblica un libro di poesie romanesche, “Roma secondo noi”. Frequenta i due anni di corso di sceneggiatura presso la Scuola Romana dei fumetti e i primi del 2015, assieme a Paolo Altibrandi, apre la casa editrice BUGS Comics che, sposando la sua visione del mondo del fumetto e di ciò che manca oggi, pubblica Mostri, Alieni e Gangster, riviste contenitore di fumetti di genere per le quali è anche sceneggiatore di alcune storie brevi. Contemporaneamente è co-creatore della striscia MoFtri, con Massimiliano Filadoro e Adriana Farina, un prodotto indirizzato all’infanzia, che permette nel corso della sua vita editoriale, di avvicinare nuove generazioni al mondo delle nuvole parlanti. Nel 2017 insegna per la LUISS Academic Gym, per il corso di Comics, Soft Skills all’Università LUISS.
Attualmente è al lavoro su nuovi mercati e nuovi prodotti BUGS Comics per la quale è direttore editoriale.


1)Allora Gianmarco, a noi puoi dirlo: come ti è venuto in mente di diventare editore di fumetti? Ci sono altri modi per farsi del male, più semplici e meno dispendiosi

 

Buongiorno e grazie per lo spazio che state dedicando alla BUGS. Da quando ho memoria ho sempre voluto fare fumetti. Magari non sapevo cosa ciò significasse ma ricordo ore passate sui banchi di scuola già dalle elementari, nonostante i continui richiami della maestra, a ritagliare e incollare immagini prese dagli album di figurine e dalle riviste che trovavo in giro per casa ed a costruirci dialoghi per dare senso al tutto. Avevo 11 anni quando la passione per le nuvole parlanti è arrivata e, nonostante la crescita, più di 30 anni passati e varie difficoltà, il sogno è cresciuto fino a divenire realtà.

Credo che nulla sia semplice se vuoi farlo bene; magari meno dispendioso, su questo sono sicuramente d’accordo con te, ma non semplice.

 

 

2)Bugs non ha molti anni di attività, ma si sta definendo come editore con le idee chiare. C’è molto entusiasmo ma immagino che anche voi abbiate i vostri momenti di difficoltà. Come li superate?

 

Aprire la BUGS è stato un processo lungo. La BUGS è nell’aria da tanto tempo ma si è concretizzata solo da poco (2015); questo ci ha permesso, però, di avere le idee chiare su quale debba essere il nostro percorso, su cosa raccontare e su come raccontarlo e, soprattutto, su cosa vogliamo rappresentare nel mondo del fumetto per andare a riempire gli spazi vuoti.

Avere le idee chiare su cosa vuoi fare da grande è, senza ombra di dubbio, uno dei modi per superare le difficoltà; se hai ben visibili di fronte a te gli obiettivi da raggiungere e trovi un ostacolo, è più semplice trovare il modo per aggirarlo.

A parte questo, comunque, il segreto della BUGS è semplicemente, come hai detto tu, l’entusiasmo e la voglia di ognuna delle persone coinvolte nel progetto, di dare il massimo, ognuno nel suo.

 

3)Qual è il segreto del rapporto con gli autori, in particolare con quelli nuovi?

 

La chiarezza e il rispetto sono la chiave del rapporto con tutte le persone, in ogni ambito lavorativo. Rispettare il lavoro degli altri ed essere chiari sin da subito sugli obiettivi e su quello che stiamo costruendo è la chiave di volta.

BUGS Comics nasce come una realtà che coinvolge gli autori a più livelli, rendendoli realmente partecipi della vita editoriale e di ogni sfaccettatura di ogni processo aziendale. Quante copie stampare, dove stamparle, come funziona la distribuzione, etc.

Spesso mi trovo a parlare con i ragazzi con i quali collaboro, di percorsi e meccanismi che non li riguardano direttamente ma che sono utili per una loro crescita personale.

Non è sicuramente una scelta semplice da seguire, ma ritengo sia quella giusta. Il problema, soprattutto con gli autori nuovi che non sono a bordo con noi dall’inizio, è convincerli che dietro questo modo di muoversi, non ci siano segreti nascosti perché effettivamente tutte le persone con le quali entriamo in contatto, ci dicono che la BUGS è differente da altre realtà del mondo dell’editoria a fumetti in Italia.

 

4)Che tipo di sfide prevedi di affrontare crescendo?

 

Domanda difficilissima. Le sfide sono continue, da sempre. Forse la cosa che temo maggiormente è la perdita del controllo. Con la crescita, per forza di cose il mio ruolo si allontana da quello che era inizialmente e deve mutare.

In BUGS siamo partiti in due (Io e Paolo Altibrandi) e ci occupavamo di ogni aspetto. Oggi siamo in cinque ed ogni persona che subentra, lo fa perché la crescita implica che la distribuzione, la logistica, l’amministrazione e tutti gli altri aspetti, necessitano una cura sempre più particolare e onerosa. Quindi sicuramente perdere la visione d’insieme è la cosa che temo di più e senza ombra di dubbio è figlia del mio essere “maniaco del controllo”. Ci sto lavorando su questo e mi rendo conto che nel corso dei mesi, riesco a delegare sempre più a cuor sereno ma per come sono fatto io non è affatto semplice.

 

5)Che ne pensi del mercato? A quale canale vi affiderete maggiormente? Fumetterie, edicole, librerie, online…

 

Il mercato è molto complicato e gli errori più grandi, ad oggi, li abbiamo fatti sicuramente nella gestione della distribuzione, d’altronde è anche giusto così, è l’unico modo per farsi le ossa.

I canali di vendita sono tutti importanti ma ognuno di essi ha regole specifiche che vanno dall’allestimento del volume, al prezzo di copertina, passando per la tipologia dei contenuti. Noi nasciamo come casa editrice in fumetteria, allargandoci poi alle librerie di varia e il salto che avverrà nei prossimi mesi è per arrivare al mercato delle edicole.

Oggi è pensiero comune ritenere l’edicola un mercato in crisi e, credo, a ragion veduta. Resta il fatto che le edicole sono, comunque, il mezzo più capillare per arrivare al lettore. Molti paesi o anche città, in Italia, non hanno librerie ma hanno edicole. Bisogna portare i lettori a cercare il prodotto e non basarsi solo e soltanto sulla casualità dell’acquisto e, in questo caso, il numero dei punti vendita è fondamentale.

 

6)Qual è la distribuzione ideale o come dovrebbe cambiare per permettere alla piccola e media editoria di svilupparsi?

 

Non credo si possa parlare di “distribuzione ideale”. Per la mia attuale esperienza dovremmo valutare una sorta di meccanismo ideale a tutto tondo, che tenga in considerazione necessità e problematiche di casa editrice, distribuzione e punto vendita. Solo in questo modo si può permettere una crescita meritocratica di piccola e media editoria, dando la possibilità a tutti, in egual modo, di avere una vetrina dove poter esporre la propria produzione e lasciare al lettore e solo a lui, la scelta finale.

Chiaramente questo meccanismo è influenzato da tantissimi fattori e leggi di mercato, ma è anche giusto sia così, altrimenti dovremmo parlare di un mercato che opera in regime di concorrenza perfetta, ossia un regime che permetta l’ingresso del mercato di altri partecipanti e dove nessuno dei partecipanti può esercitare controlli specifici e, ad oggi, non è così.

 

7)In un mondo ideale quale dovrebbe essere il rapporto tra case editrici?

 

Il mondo del fumetto, per quanto sia un mondo relativamente piccolo dove il contatto diretto o meno e tra autori, editori o, in linea di massima, addetti ai lavori, avviene in maniera più semplice e rapida che in altri ambiti, non è diverso da altri mercati.

Premesso questo, ci sono alcuni comportamenti più o meno corretti che è semplicemente più facile intercettare perché il passaparola è più rapido. Bisogna capire cosa s’intende per “mondo" ma, comunque, comportamenti scorretti non vanno bene in nessun caso.

 

8) Trovi che ci sia o manchi una forte associazione dell’editoria in Italia? E nel caso ci fosse quale politica dovrebbe attuare per dare maggiore impulso al settore?

 

Mi collego al discorso della “distribuzione ideale” per poterti rispondere meglio. In Italia esiste l’AIE (Associazione Italiana Editori) che si occupa di provare a far crescere professionalmente le realtà di questo mercato tramite intese tra gli attori principali, manifestazioni, studi di settore e diffusione della cultura editoriale italiana nel belpaese ma anche nel resto del mondo.

Noi lavoriamo in un mercato, generale ma nello specifico quello  del fumetto, che vive in un regime di libera concorrenza; di fatto non è soggetto ad alcun tipo di “monopolio” ufficialmente. Libera concorrenza vuol dire un mercato all’interno del quale possono aver accesso tutti gli editori, i prodotti possono essere omogenei, etc.

Si tratta comunque di un mercato imperfetto perché, di fatto, molte attività che dovrebbero essere trasversali a tutte le case editrici, sono in mano alle grandi case editrici.

Diventa complicato operare in maniera trasparente in un mercato del genere se la distribuzione non è super partes ma, comunque, nasce da una casa editrice, perché comunque sarà sempre una distribuzione che prediligerà lavorare con prodotti di quella casa editrice specifica.

Secondo me quello che manca in Italia è un modus operandi che permetta a tutti di lavorare correttamente e di avere gli spazi per promuoversi, che darebbe la possibilità al fumetto italiano di crescere soprattutto qualitativamente perché comincerebbe a vivere in un mondo meritocratico dove ognuno di noi, visto che l’obiettivo di tutti è raggiungere il lettore, farebbe di tutto per migliorare i propri prodotti e rimanere concorrenziale. Finché non è così, finché in pochi possono raggiungere molti, un meccanismo del genere non potrà mai essere messo in campo. Fatto questo, possiamo poi passare al discorso dell’associazione che potrebbe gestire il rapporto “tipografia – editore – distribuzione – punto vendita – lettore”, nel migliore dei modi.

 

9) Com’è nata l’idea di pubblicare/ripubblicare la rivista mostri



In linea generale volevamo iniziare con l'horror per una passione che molti degli autori hanno verso quel genere; un horror che ormai era assente da tempo nel mondo del fumetto e che è diventato, nel corso degli ultimi anni, il manifesto di una precisa e specifica scelta editoriale. Perché Mostri? Partiamo dal presupposto che oggi è molto più difficile scrivere una storia breve che una storia lunga; contestualizzare il racconto in poche tavole, obbligarsi alla sintesi mantenendo alta la qualità è molto più difficile che avere tanto spazio a disposizione da poter gestire; togliere anziché aggiungere per arrivare alla sintesi corretta, credo sia giusto per i disegnatori, tanto quanto per gli sceneggiatori. Mostri della ACME ritengo sia, oggi, come del resto lo era negli anni '90, una bibbia per il racconto a fumetti breve (horror e non). Tutti gli autori interessati a questo genere di narrazione, di story telling, dovrebbero leggere quelle storie e, ripubblicarle, visto che ad oggi non erano mai state ristampate: è un doveroso omaggio agli autori della ACME e alla casa editrice stessa che in qualche modo ha contribuito a gettare le basi per costruire gli autori di oggi.

 

9) Avete dato con Gangster, Alieni e Mostri un nuovo impulso alle riviste di fumetti in Italia. Ti va di parlarci dei nuovi progetti in cantiere?

 

Assolutamente si.

Nell’immediato, uno dei primi obiettivi è quello di mantenere il formato rivista che ci contraddistingue, è riuscito a darci un’identità editoriale forte e, soprattutto, ci permette di offrire diversi stili per diversi gusti e di far lavorare più autori in gamba contemporaneamente. Quello che faremo è declinare questo nostro modo di raccontare ad ulteriori generi, mantenendo quelli attualmente in produzione.

In secondo luogo le intenzioni della BUGS sono quelle di muoversi su prodotti e mercati differenti. Per ciò che concerne i prodotti, vorremmo dare il via entro il 2018 a una linea specifica di graphic novel; attualmente stiamo cercando di capire come muoverci nei confronti degli autori che parteciperanno a questa produzione. Per ciò che invece riguarda i nuovi mercati, lavoreremo durante tutto il 2018, per poter esordire in edicola, con prodotti appositamente realizzati, nel 2019. Il punto fondamentale è che, a prescindere da quello che metteremo in piedi nei prossimi mesi, è importante mantenere chiaro che “come raccontiamo” deve essere più importante di “cosa raccontiamo”. Chi si affaccia alle nostre pubblicazioni, lo farà, con la consapevolezza di non avere brutte sorprese dietro l’angolo o almeno ci auguriamo sia così.

 

 

 

Lascia un commento

Assicurati di aver digitato tutte le informazioni richieste, evidenziate da un asterisco (*). Non è consentito codice HTML.

Ultimi tweet