Dal Blog

17/05/2018

La Fumettolibreria

Quando è nata la tua fumetteria? La fumetteria è ...
14/05/2018

Pocci Poccetta e Hi/Lo

Oggi facciamo due chiacchiere con Pocci Poccetta ...
9/05/2018

Rat Queens di saldaPress

Non c’è dubbio che i nostri colleghi di ...
7/05/2018

Daniele Pignatelli di Comic ...

Quando è nata la tua fumetteria?  Comic House, ...
2/05/2018

Daniele Fabbri: la satira tra ...

Daniele Fabbri, classe ‘82, scrittore ...

I numeri dietro i fumetti: un punto di partenza

07 Febbraio 2018 di 

La filiera produttiva che va dall’ideazione di un fumetto alla vendita al lettore prevede l’intervento di molteplici soggetti: redazioni, editori, distributori, rivenditori, solo per citarne alcuni. Tra questi, il primo anello chiave è l’editore, sul quale è fondamentale focalizzarsi per capire il reale andamento del mercato fumettistico italiano. Trattandosi di un argomento estremamente delicato, effettuare un’analisi dettagliata è molto difficile, dal momento che è necessario basarsi su numeri reali e certificati affinché il risultato sia attendibile. La fonte più adatta sono i bilanci societari, depositati presso il registro delle imprese e pubblicamente consultabili.

Svolgere in via indipendente un’analisi di questo tipo presenta svariate criticità. È importante tenere a mente che i numeri riportati in questo e nei prossimi articoli non sono altro che una buona approssimazione dello scenario attuale, basata su dati pubblici, che prevede comunque determinati limiti:

  1. i bilanci sono redatti con regole contabili che perseguono scopi civilistici e legislativi. Hanno rilevanza legale, ma possono presentare alcune discrepanze con l’effettiva performance delle aziende. Di questo parleremo nei prossimi articoli, dopo aver svolto una prima analisi sui numeri allo stato base;
  2. mentre alcuni editori si occupano esclusivamente di fumetto, per altri si tratta di una voce che concorre solo in parte ai guadagni dell’azienda. Difficilmente è possibile isolare la quota che riguarda il business fumetto, pertanto i bilanci di queste società non possono essere inclusi in un’analisi di questo tipo;
  3. anche quando le vendite di un editore sono focalizzate sul fumetto e sul mercato italiano, è probabile che i ricavi contengano anche vendite estere o di materiale accessorio, come il merchandising. Si tratta di una porzione comunque trascurabile ai fini dell’analisi;
  4. alcune aziende fanno parte di gruppi più grandi. Non è esclusa quindi la possibilità che parte dei costi o dei ricavi vengano sostenuti da altre società del gruppo, rendendo incompleto il quadro fornito dai bilanci;
  5. nonostante tutti i bilanci vengano redatti secondo lo stesso schema, la legge consente di applicare diverse modalità contabili; pertanto a volte la comparabilità della stessa voce di bilancio di due società diverse potrebbe essere una semplificazione;
  6. il bilancio fornisce spesso le minime informazioni indispensabili ai fini di legge. Per avere un quadro completo e dettagliato sarebbe necessario ricevere informazioni correttamente interpretate da tutte le singole case editrici.

Fermo restando quanto detto sopra, l’analisi dei bilanci è un punto di partenza imprescindibile per qualsiasi tipologia di valutazione societaria. Il motivo va ricercato all’interno della normativa italiana, e in particolare all’articolo 2423 del codice civile, che recita:

“Il bilancio deve essere redatto con chiarezza e deve rappresentare in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale e finanziaria della società e il risultato economico dell'esercizio. Se le informazioni richieste da specifiche disposizioni di legge non sono sufficienti a dare una rappresentazione veritiera e corretta, si devono fornire le informazioni complementari necessarie allo scopo.”

Non esiste altra fonte informativa in grado di dare la stessa garanzia di veridicità sui dati, e anche avendo completo accesso a tutte le informazioni economiche disponibili di una determinata azienda sarebbe comunque necessario confrontarle con il bilancio di esercizio, in modo da stabilire una corrispondenza tra i due. Nel nostro caso specifico, in un settore che pullula di informazioni non verificate e senza fonti, a meno che non sia l’editore stesso a fornire i dati (e ci si fidi di quanto comunicato), la sola maniera per avere dei numeri attendibili è attingere ad un documento che, per legge, deve essere corretto.

In virtù di quanto detto sopra, e non avendo a disposizione altri dati verificati, per fare una stima del valore complessivo del mercato fumettistico italiano, sono state prese in analisi 15 tra le più grandi società di case editrici, operando una somma per linee dei loro bilanci: Astorina, Bao Publishing, Coconino Press, Editoriale Aurea, Editoriale Cosmo, Edizioni BD, Edizioni Star Comics, Gruppo Saldatori, MPE Magic Press Edizioni, Panini, Rizzoli Libri, RW, Sergio Bonelli Editore, Shockdom e Tunué. 

Come sottolineato al punto 2 dell’elenco, i bilanci di Panini e Rizzoli Libri presentano anche i dati delle altre linee di business (album di figurine, libri, etc.), e pertanto non possono essere inclusi nello studio, che si riduce alle altre 13 società. Per semplificare l’analisi non sono stati considerati tutti gli altri editori di dimensioni più piccole, che rivestono però un ruolo sempre più rilevante nel panorama fumettistico nazionale. Si tratta certamente di un’approssimazione, che non fornisce un’analisi perfetta, ma permette di studiare l’andamento del mercato con adeguata puntualità. 

La tabella mostra l’andamento dei principali elementi del bilancio di esercizio nel corso del triennio 2014-16. Sono stati evidenziati i seguenti indicatori intermedi:

  • EBITDA: rappresenta l’effettivo andamento del business nel corso dell’anno, è l’importo chiave che si ottiene sottraendo i costi principali ai ricavi ed è principalmente utilizzato nella valutazione delle aziende. Include tutti i ricavi derivanti dall’attività tipica, e tutti i costi che sono stati necessari a svolgerla, ad eccezione dei grandi investimenti (acquisto di macchinari, licenze, immobili, etc.). Non tiene inoltre conto dei costi e ricavi di natura finanziaria (come gli interessi su un conto corrente o su un prestito) o di natura straordinaria (cioè non inerenti a quanto realizzato nell’anno dall’attività tipica);
  • EBIT: è come l’EBTIDA, ma tiene conto anche di una quota dei grandi investimenti fatti (ad esempio, se l’azienda compra una macchina, questa spesa viene spalmata su cinque anni) dando un quadro più completo dell’andamento dell’azienda;
  • EBT: corrisponde esattamente all’utile dell’azienda, al quale bisogna sottrarre esclusivamente le tasse

Osservando il grafico, emerge immediatamente una differenza tra gli andamenti dei singoli elementi: mentre i ricavi rimangono perlopiù stabili, EBITDA ed EBIT subiscono una decisa riduzione nel periodo. Questa performance riflette sull’EBITDA MARGIN (cioè EBITDA diviso ricavi) e sull’EBIT MARGIN (EBIT diviso ricavi), rappresentati dalla riga rossa e da quella blu. Questi due fondamentali indicatori servono a monitorare la profittabilità di un business, ovvero capire quale porzione dei ricavi, una volta sostenuti i costi, si trasforma in effettivo guadagno.
La diminuzione registrata da questi indici non rappresenta automaticamente un segnale che il mercato fumettistico sta calando o che si vendano meno fumetti, soprattutto alla luce dell'andamento dei ricavi. Si tratta invece di una riduzione della frazione degli incassi che rimane in tasca agli editori, alla quale potrebbero concorrere le cause più diverse. Potrebbe trattarsi di un aumento del costo delle materie prime, di una maggior incidenza dei costi fissi, di un aumento del costo del personale, o di una combinazione di questi o di altri fattori completamente differenti.

 

Per fare luce sulle potenziali cause di questo andamento è quindi necessario uno studio dettagliato dei singoli componenti dell'EBIT, che sarà affrontato nel corso dei prossimi articoli.

Alessandro D'Atri

Classe '89, laureato in Economia e Direzione di Impresa presso la LUISS Guido Carli, dove collabora tuttora come assistente. Attualmente si occupa di Business Development nel settore del Travel retail, dopo due anni e mezzo di financial due diligence advisory e un'esperienza di start-up nel settore hospitality.  Dal 2015 al 2017 frequenta il corso di Sceneggiatura presso la Scuola Romana dei Fumetti, terminata la quale prosegue il suo percorso con il collettivo BlackBoard Autoproduzioni, rivestendo il duplice compito di Autore ed Amministratore e Tesoriere.

Lascia un commento

Assicurati di aver digitato tutte le informazioni richieste, evidenziate da un asterisco (*). Non è consentito codice HTML.

Ultimi tweet