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08 Marzo 2018 di  Redazione

1. Quando è nata la tua fumetteria? 

Siamo aperti ormai dal lontano 2001. Allora la sede era un'altra, più piccola, quella attuale è arrivata poco dopo, nel 2004

2. Cosa hai dovuto fare per realizzare la tua idea di aprire una fumetteria? 

 In verità aprirla è stata la parte facile, qualche scartoffia, un po' di tempo passato in giro a vedere locali più o meno brutti e qualche telefonata per contattare i distributori. La parte difficile è stata tenerla aperta e farla crescere...

3. Perché hai scelto di aprire una fumetteria? 

 Ti dirò: me lo chiedo anche io! Avevo 22 anni, adoravo i fumetti, avevo avuto qualche saltuaria esperienza lavorativa nel settore e mi era piaciuta. Non credo avessi in mente un piano ben preciso, mi piaceva come idea, o meglio, mi piaceva l'idea di aprire una bella fumetteria, e mi son buttato, un po' a caso, probabilmente, di sicuro senza riflettere che, 16 anni dopo, sarebbe ancora stato il mio lavoro. 

4. Qual è il tuo prossimo obiettivo che vuoi realizzare con la fumetteria?

Da pochi mesi abbiamo aperto il punto vendita di Savona, per cui, sicuramente, l'obbiettivo a breve termine e' quello di consolidare quella posizione e di farlo crescere. Per un futuro un po' più remoto (ma spero non di tanto), non mi dispiacerebbe l'idea di aprirne altri. Per quanto sia una faticata, avere un nuovo negozio da far crescere, in contesti diversi da quelli abituali, e' decisamente stimolante.

5. Cosa pensi del mercato fumettistico? 

 Credo che stiamo vivendo, per offerta, pubblico e produzioni, uno dei migliori momenti della storia del fumetto, quantomeno per chi lavora nel mio settore. La base di mercato si è vertiginosamente ampliata in questi ultimi anni. Il fumetto, finalmente, è uscito dal suo angolino buio da "cameretta nerd" ed è diventato, agli occhi di sempre più persone, una forma di letteratura. Sicuramente questo ha portato e porterà un cambio nella nostra concezione del pubblico e del mercato, sempre meno lettori assidui, sempre più lettori occasionali, più un’incidenza delle mode sui gusti del pubblico e maggiore "volatilità" nella richiesta dei prodotti. Ma nel complesso, credo sia oggi un mercato più sano di quanto non lo fosse 10-15 anni fa, nonostante le maggiori difficoltà che deve affrontare. 

6. Quale potrebbe essere, secondo te, un modo per ampliare il mercato fumettistico? 

 Semplicemente rivolgersi a tutto quel pubblico che ancora non si è approcciato ai fumetti per preconcetti o, semplicemente, per mancanza di occasioni. Il fumetto ha, a mio avviso, un bacino di utenza potenziale ben superiore al libro (almeno in Italia, dove i dati dicono che mediamente si legge pochissimo), copre una fascia di età più disparata, e richiede molto meno impegno per essere fruito (o meglio, ci sono prodotti che richiedono molto meno impegno). Bisogna solo riuscire a convincere quei lettori ad approcciarsi al prodotto-fumetto e trovare il modo di rendere piacevole la loro prima esperienza ed il gioco è fatto.

7. Come sarà il mercato fumettistico tra 5 anni? 

 Probabilmente non molto dissimile da quello attuale, probabilmente ancora più estremizzato verso prodotti di massa e con un pubblico più ampio ma ancora meno costante.

8. Cosa devono fare, secondo te, le fumetterie per restare e crescere sul mercato? 

 Smettere di essere fumetterie e diventare librerie specializzate, sarebbe un inizio. Se 10 anni fa la "lotta" era tra fumetterie ed edicole, ora sono le librerie quelle che rischiano di "rubarci i clienti". Con l'edicola era una lotta impari, non potevano dare molti dei servizi che il cliente richiedeva. Con la libreria, siamo noi quelli che partono svantaggiati, la libreria e', nell'immaginario, un luogo più "accessibile" per il lettore occasionale e il curioso di quanto non sia la fumetteria (che temo nell'immaginario venga sempre vista come quella che appare ne "I Simpsons"). Dobbiamo iniziare ad adattarci a questo, a diventare noi sempre più simili a loro, mantenendo però la componente di competenza e specializzazione di cui loro, ad oggi, sono ancora carenti.

9. In futuro più prodotti o più servizi? 

 Credo un buon bilanciamento di entrambe le cose. 

10. Qual è la mentalità vincente per avere una fumetteria di successo? 

 Ascoltare il cliente, capirne i gusti, le esigenze e prevederne le richieste.

11. Cosa ne pensi del digitale? 

 Credo che influenzerà solo marginalmente il mercato delle librerie. In parte sarà un'occasione per avvicinare potenziali nuovi lettori, difficilmente ce ne farà perdere. Il Lettore vuole la carta. Siamo tutti un poco collezionisti, un poco feticisti, ci piace avere il volume fisicamente tra le mani, posarlo sul ripiano della libreria e guardarlo a fianco agli altri (storcendo il naso, se la costina stona con quelle vicine). 

12. Quali strumenti utilizzi per restare aggiornato? 

 Prevalentemente internet. Un po' di siti che mi piace guardare o che trovo ben fatti e i social, che ormai sono diventati il mezzo di informazione (ahimè) più veloce e onnicomprensivo (anche se non il più affidabile per qualità delle informazioni).

13. Come può un piccolo editore farsi notare dalle fumetterie? 

 Rompendogli le scatole e proponendoci qualcosa di più del semplice "comprailmiolibrocheèbello". Le fumetterie hanno poco spazio, le uscite sono tantissime, convincerci a investire, promuovere, banalmente a dedicare una porzione più ampia di uno scaffale, richiede un minimo di impegno, fosse solo quel tanto di promozione e di fiducia che ci vengono richiesti.

 

 

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