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18 Days di ManFont

22 Marzo 2018 di  Redazione in collaborazione con Fumettologica

18 Days

 

La casa editrice indipendente Manfont, fondata dal fumettista Manfredi Toraldo nel 2013, è partita dalle autoproduzioni e negli anni si è ritagliata un portfolio di titoli e autori davvero significativo, incentrato soprattutto sulla ricerca e la valorizzazione dei talenti italiani. Dalle collaborazioni con gli affermati Federico Memola, David Messina, Valerio Schiti, Paolo Villanelli e Diego Cajelli a giovani promettenti come Giulio Mosca, autore del popolare webcomic Il Baffo.

 

Ora aggiunge un altro tassello importante al suo catalogo, ampliandolo anche al fumetto estero e pescando uno dei nomi di punta del panorama internazionale: lo sceneggiatore scozzese Grant Morrison, del quale ha iniziato a tradurre due opere meno conosciute ma non per questo meno interessanti. Stiamo parlando dei fumetti pubblicati da Graphic India, casa editrice indiana dalle aspirazioni internazionali, per la quale Morrison ha penato le serie Avatarex: Destroyer of Darkness e 18 Days.

 

Morrison è noto per essere autore di storie lunghe, complesse e spesso ambiziose. Negli anni ci ha regalato alcune perle del fumetto statunitense in bilico tra psichedelia e avanguardia, lavorando sia sui supereroi (All-Star Superman, New X-Men) che su titoli più personali (The Invisibles, The Filth).

 

Parlando di 18 Days, ci ritroviamo nuovamente davanti a un altro progetto dei suoi, ovvero molto ambizioso: un libero adattamento del Mahābhārata, uno dei più importanti poemi epici dell'India. Un testo religioso composto da quasi centomila versi che racconta – semplificando molto – una moltitudine di eventi mitologici, ponendo al centro della vicenda il perenne scontro tra il bene e il male attraverso le ere.

 

18 Days ha avuto una vita editoriale piuttosto travagliata. Fu annunciato nel 2008 come progetto multimediale composto da una serie animata e un videogioco. Negli anni, però, non si è visto molto, a parte i video animati YouTube e una sorta di libro con testi di approfondimento e illustrazioni. Del videogioco, invece, nessuna traccia.

 

Poi, nel 2015, l’editore Graphic India ha raccolto la sfida e ha cominciato a pubblicarne un fumetto, ora tradotto ed edito in Italia da Manfont. Da autore capace di giocare con la complessità delle mitologie, in 18 Days, Morrison rimastica il Mahābhārata in chiave fantasy e futuristica (che strizza l’occhio allo steampunk) e supereroistica, introducendoci in un mondo magico abitato da divinità e guerrieri dai grandi poteri. Qui le fazioni dei Pāṇḍava e dei Kaurava si scontrano in una battaglia che inscena la perenne lotta tra il bene e il male.

 

In questi primi cinque capitoli raccolti nel volume siamo messi davanti a una storia totalmente in divenire. La guerra è al suo inizio, ma i vari personaggi che animano la vicenda sono solo accennati. Morrison – che qui si occupa per lo più del plot lasciando la sceneggiatura e i dialoghi a Sharad Devarajan e Gotham Chopra – sceglie di farci conoscere i protagonisti man a mano che la storia va avanti. Siamo quindi messi di fronte a un racconto corale di grande respiro, impossibile da comprendere nella sua interezza con la lettura del primo volume. Fatti e personaggi si affastellano per poi dispiegarsi e rivelarsi al lettore solo in un secondo momento. Il tutto mentre la battaglia va avanti senza esclusione di colpi.

 

Ai disegni c’è l’autore indiano Jeevan J. Kang (Spider-Man: India), che utilizza un tratto pulito e semplice, quasi cartoonesco nel ricreare l’atmosfera della rispettiva serie animata, sviluppando le tavole principalmente con grosse vignette orizzontali a tutta pagina. Questo “effetto widescreen” riesce a bilanciare le scene d’azione con dialoghi e didascalie spesso impegnative, rendendo la lettura piuttosto dinamica e scorrevole.

 

Il terzo capitolo del volume è una digressione nel passato di uno dei personaggi principali ed è disegnato dall’italiano Francesco Biagini, noto per i suoi lavori per l’editore statunitense Boom!, tra cui l’adattamento della famosa saga fantasy di Elric creata dallo scrittore Michael Moorcock. Questo flashback si distacca dal racconto della battaglia. Qui si respira un’atmosfera cupa, quasi horror, che il disegnatore restituisce splendidamente grazie alla scelta di inquadrature ricercate, a un tratto grottesco e alla complicità dei colori tetri applicati da Lee Loughridge.

 

L’albo si chiude con il più classico dei cliffhanger, lasciandoci vogliosi di sapere quali saranno le sorti della battaglia e quali saranno gli altri personaggi che ricopriranno un ruolo chiave nella vicenda. L’azione, insomma, non manca, e il complicato intreccio tra i protagonisti avrà modo di svilupparsi nei prossimi capitoli. Vista l’idea di partenza e l’autore che tira i fila della trama, possiamo solo aspettarci una storia molto lunga e ricca di colpi di scena.

– In collaborazione con Fumettologica.







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