Analogico estivo pre-vacanziero 

Autore: Bigio
23 luglio

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Poiché a partire da questo fine settimana mi ritirerò in un posto lontano lontano per lavorare e fuggire dall’afa dell’imminente agosto italiano, ho deciso in questi giorni di pubblicare e vendere una serie di illustrazioni realizzate in “analogico” e cioè china & pantoni su cartoncino bianco, formato A5. Ne sto pubblicando una al giorno, e l’intero ricavato sarà devoluto a sostenermi nei suddetti giorni di vacanziero espatrio. Che poi tanto vacanziero non sarà, perché mi porterò da lavorare e continuerò comunque a disegnare, soprattutto viste le scadenze settembrine, però spero di ritrovare altrove un po’ più di tranquillità e di relax. Questi sono cinque dei sette disegni che ho già pubblicato (e venduto).

Sono molto soddisfatto del risultato, anche se mi rendo conto che non sono capolavori. Non sono abituato a disegnare in analogico, ho iniziato a farlo solo da poco, quando ho capito che i miei lettori avrebbero apprezzato che la mia “arte” si esprimesse in forme più tangibili, soprattutto alle fiere e durante le presentazioni dei miei albi nella varie fumetterie. Ho comprato un po’ di pennarelli acrilici, i pantoni, dei cartoncini, e ho cominciato a scarabocchiare “fuori dallo schermo”. Ci sono ancora molte cose con le quali mi trovo a disagio, spesso finisco un disegno e penso: però questa parte qui avrei potuto aggiustarla, se fosse stato al computer.

Di vantaggioso c’è che applicandomi nelle illustrazioni, mi esercito a disegnare i personaggi in pose che normalmente non assumerebbero nelle strisce quotidiane, dove nel 90% dei casi sono inquadrati (per esigenze del mezzo) a 3/4 e mezzobusto. Inoltre così mi confronto anche con prospettive insolite, che mi spingono a ricercare e adattare le tecniche di disegno al mio stile. Sì perché lo stile dei personaggi delle strisce di Drizzit (ve ne sarete accorti) è peculiare, e nasce dal compromesso tra esigenza di creare disegni pregevoli con l’altra esigenza di realizzarli velocemente e visivamente immediati. Quindi quando vado a disegnare una Baba Yaga o una Katy che si pongono di fronte, non è cosa da nulla chiedersi: oddio, e ora come lo disegno il naso? Oppure: la mano in questo disegno è piuttosto ingrandita, dovrei aggiungere le unghie? E le orecchie dovrei accennare l’interno del padiglione o le lascio a bottone?

Occorre studiare soluzioni di sintesi che rispettino il personaggio come viene normalmente disegnato nelle strisce, e nel contempo si adattino agli schemi delle nuove prospettive. Non è cosa da poco, lo studio mi porta via almeno un’oretta prima di ogni disegno, durante la quale consulto schemi, pose, foto e adatto i corpi cercando di non renderli differenti dai personaggi che i lettori hanno imparato ad amare. Perché il rischio è che, se si disegnano i dettagli di un orecchio o di un naso, Baba non sembri più Baba. Ad esempio Katy vista frontalmente, per molti risulta poco riconoscibile, ma probabilmente è anche perché non l’hanno mai vista così, o comunque pochissime volte.

Buona settimana, ci rileggiamo sabato.